Sembrano perfezioni (XI sec.)

colori sacri

Sembrano perfezioni, ma risplendono
soltanto agli occhi tuoi: valgono niente;
quanti nemici stanno in un amico
e in quanta quiete si nasconde il ladro!

Quanti cavalli di armoniose forme
non arrivano, deboli, alla meta!

Quanti cammelli, in viaggio, nella notte,
li trattiene il difficile cammino!

Così l’affanno trascina l’amante
dove l’ascesi e l’angoscia si legano:
sventura all’uomo afflitto da ignoranza,
che gli lodano il corpo e non l’ingegno!

È quasi un’ala, a volare, il denaro;
ma già è stroncata, e non rimane un bene:
quanti uomini degni in vile veste!

Si lucida una spada, e non la gemma.

(Ibn Hamdis – XI sec.)

L’autore

Abd al-Jabbār ibn Muhammad ibn Hamdīs fu un poeta arabo-siciliano, massimo esponente della poesia araba di Sicilia a cavallo tra l’XI e il XII secolo (Noto 1056 – Maiorca 1133). Nacque da una famiglia nobile intorno al 1056. Verso il 1078, quando era già in stato avanzato la conquista normanna della Sicilia, lasciò l’isola e non vi fece più ritorno, compiendo un lungo girovagare tra i paesi mediterranei, lontano dalla patria di cui aveva conservato un vivo ricordo e a cui aveva dedicato versi di accorato rimpianto. Ibn Hamdis ha lasciato un canzoniere di componimenti poetici per un totale di più di 6000 versi. I temi trattati sono vari, ma molti dei suoi versi sono dedicati alla Sicilia perduta della sua giovinezza, vero paese delle meraviglie del tempo, ed ai rapporti umani basati su ciò che è più importante e più vero.

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