“Essere” globale e collaborare allo sviluppo

collaboration_3La globalizzazione è un percorso non a senso unico, pervasivo, rispetto al quale occorre fare una riflessione che prenda il via da una dimensione più alta, legata alla diversa concezione della persona che sottostà e influenza le relazioni tra gli attori del mondo globale.

Ciò che si definisce globalizzazione, nell’accezione pratica, tende a strappare le radici di chi stringe troppo i legami con la propria cultura, richiudendo la propria mente anche se il corpo viaggia lontano, di chi non sa relazionarsi alla pari con i sempre più numerosi diversi che si affacciano alla ribalta dello sviluppo e del successo, di chi limita la propria visione alle cose vicine, ai tempi brevi, agli spazi ristretti. Naturalmente non parlo di limitazioni geografiche, ma di tappe mentali, magari molto dettagliate, ma incapaci di descrivere i territori sconfinati dove si giocano le partite che vale la pena giocare.

Un esempio, per intendere meglio: una delle espressioni della cultura classica occidentale che fa riferimento all’Io come Essere, non sarebbe nemmeno traducibile nella mentalità confuciana che sta alla base di quasi tutte le culture estremo-orientali; in esse infatti (in quella cinese in particolare) l’idea di un essere individuale che valga di per sé, senza i necessari legami con gli altri o con l’ambiente, non esiste.

Lo sviluppo riposa su un quadro di fiducia e di stabilità delle reti di relazione nelle occasioni di scambio, sulla riduzione dell’incertezza nei rapporti tra soggetti e tra contesti: in sintesi su una concreta e convinta collaborazione.

Vi è allora la necessità di modulare e modellare, in itinere, nuove forme di collaborazione allo sviluppo, proprio quando emergono continue minacce legate alla carenza di competenze specifiche e alle sempre presenti  (e inutili) rivendicazioni da ius primae noctis tra alcuni dei soggetti coinvolti…

Utile e urgente diventa, quindi, alimentare la collaborazione tra i vari attori imprenditoriali e istituzionali, valorizzandone ogni proposta che si fondi sulle specificità locali, ma che sia costantemente aperta a proiettarsi in una dimensione globale, governando con efficace capacità i percorsi programmatici.

Cuore mediterraneo: viaggio in Sicilia…

sunset sicily

Sono in Sicilia per lavoro, ma forse anche per scrivere…e per farlo la giro spesso tutta, in lungo e in largo come potrebbe fare un attento viaggiatore d’altri tempi, uno di quelli che s’accostavano ad un’Italia molto diversa da quella attuale, quella splendida del Grand tour, il viaggio iniziatico che i giovani di buona famiglia, a partire dalla metà del XVI secolo, compivano in Europa per arricchire il loro bagaglio di esperienza.

Mi è capitato di fare lo stesso in altre splendide zone del nostro Paese e del mondo, ma questa è la mia terra, anzi io sono figlio di questa terra!

Sono così preso dall’essere qui che certe volte non ricordo bene neanche il motivo vero di questo mio viaggio: si, forse è proprio perchè devo scriverne e per farlo devo raccogliere le idee, devo muovermi e viaggiare con l’intento di conoscere e capire meglio luoghi e persone, arricchendo e appagando una famelica e innata curiosità.

All’inizio avevo pensato che ogni cosa avrebbe dovuto contribuire all’approfondimento di una mia personale e compiuta conoscenza, costruita da pezzi di vita vissuta in questa terra unica, che mi conducesse magari, almeno questa volta, a carpirne l’essenza, la stessa anima, sviscerandone, se fosse stato possibile, anche qualche suo segreto desiderio per me.

Ma ancora una volta mi rendo sempre più conto che questa è una terra che non puoi nemmeno immaginare nella sua completezza, che è di difficile descrizione perché, giorno dopo giorno, man mano che la osservi, ti accorgi di aver sempre sentito esprimere giudizi affrettati, qualunquisti, superficiali, sbagliati che hanno spesso condotto a tipicizzare o inquadrare un pensiero più vicino ad uno stereotipo che alla nuda e cruda realtà.

Tornando qui riscopri che questa è un’isola che è facile amare com’è altrettanto facile odiare, nel medesimo istante in cui la vivi, ma che sicuramente non ti lascia mai indifferente.

Rafforzi la consapevolezza che questo è un territorio ricco di storia, di tradizioni forgiate e consolidate al cospetto del tempo e non soltanto per la sua strategica posizione geografica, ma anche per il suo clima, la sua natura, la sua gente…

Acque marine, tonnare, borghi, graffiti, templi, bagli, castelli, rocche, leggende e miti si mostrano ai miei occhi in un museo senza un tetto, posto sotto la cupola celeste e illuminato da un cielo stellato che, nelle sere blu cobalto, somiglia ad un manto di velluto adorno di diamanti.

Così ho voluto affrontare questo mio viaggio in Sicilia, che ha saputo alternarmi rare autostrade a ‘trazzere’’ malmesse, adornandosi di mosaici composti da cromie di culture e genti diverse.

Devono essere state le diverse dominazioni a trasmetterci questa miriade d’elementi che impreziosiscono le abitudini e gli usi di tutti quei siciliani che, inconsciamente e giornalmente, si abbeverano al fontanile della storia e dell’arte su una tavola ricca di sapori e colori unici.

Una Sicilia mediterranea, quella mediterraneità siciliana che amiamo, che alterna il giallo oro delle messi e il verde delle vigne e degli ulivi all’azzurro intenso del mare.

Una terra che merita di essere esplorata: “…sin dal tempo di Proserpina, la Sicilia è stata la casa dei fiori. Si dice addirittura che le dee vergini Proserpina, Minerva e Diana, tesserono qui una tonaca di fiori variopinti per il padre Giove…Ora capisco perché gli dei hanno tanto amato la Sicilia.” Scriveva così, nel 1880, Frances Elliot nel suo ‘Diary of an idle woman in Sicily’ che, ovviamente, consiglio di leggere.

Terra composita, contraddistinta da segni e segnali forti che devono essere letti fra un alternarsi di saperi e di sapori che si aprono solo a chi ha voglia d’approfondire e andare oltre le apparenze…ed anche oltre questo mio scritto, che spero solo induca a soffermarsi un attimo su alcune grandi potenzialità di quest’isola, attrattività più o meno note che già naturalmente possiede…

Buon viaggio a tutti.

Innovazione: territorio e sviluppo economico (sostenibile)

innovazione“Le analisi recenti sviluppate nelle diverse discipline che trattano della cosiddetta “economia reale” si basano su modelli di crescita e propongono interventi di politica economica profondamente diversi da quelli della macroeconomia tradizionale (di stampo neoliberista) che hanno guidato, con risultati a dir poco deludenti, le politiche seguite in questi ultimi anni in Europa e in Italia.

La politica industriale declinata a livello territoriale si rivela indispensabile per definire un programma, nazionale ed europeo, di interventi coraggiosi e lungimiranti, al fine di promuovere l’innovazione nell’industria, nei servizi e nelle amministrazioni pubbliche, aumentando quindi gli investimenti privati e pubblici in nuove produzioni e riducendo così gli attuali elevatissimi livelli di disoccupazione in Italia e in Europa.

Per uscire dalla recessione e ritornare a tassi di crescita accettabili non sono necessari, e comunque non sarebbero sufficienti, un aumento della spesa pubblica (soluzione keynesiana) o una riduzione delle imposte (soluzione neoliberista), ma è invece indispensabile, da un lato, stimolare una ripresa degli investimenti che ponga l’innovazione al centro degli interventi e, dall’altro, promuovere una crescita continua della domanda di nuovi beni e servizi.

La disciplina della spesa nelle imprese e nello Stato non è in contraddizione con forti investimenti in innovazione, perché la leadership innovativa nelle filiere globali è il fattore fondamentale della competitività a lungo termine e di alti margini di profitto futuri ed è necessario aumentare le spese per lo sviluppo di nuove produzioni.

La politica industriale è stata abbandonata sotto la pressione di un’ideologia liberista molto tradizionale e si rivela invece indispensabile in un’economia moderna basata sulla conoscenza e sull’innovazione, dati i limiti dell’approccio tradizionale delle politiche monetaria e di finanza pubblica nel promuovere la crescita economica.

Il punto di partenza per un programma di rigenerazione o ricostruzione dell’economia italiana dopo la crisi è il territorio. È anche da questo, e non solo dai mercati internazionali, che provengono gli stimoli a uno sviluppo economico sostenibile.

Infatti, il successo di progetti innovativi dipende dalle capacità imprenditoriali, dalle competenze e dalle risorse umane e produttive che sono radicate nel territorio, ma al tempo stesso è in esso, e soprattutto nelle grandi aree metropolitane, che si esprimono i bisogni di un ambiente e di una qualità della vita migliori ed emergono opportunità di investimento in nuovi beni e servizi.

Dato che gli strumenti della politica monetaria e fiscale sono stati trasferiti o condizionati dai vincoli stabiliti a livello comunitario, in base al principio di sussidiarietà verticale spetta invece agli Stati nazionali e alle Regioni programmare, anche se nel quadro di opportuni indirizzi strategici comunitari, le politiche industriali e regionali, che sono fondamentali per stimolare l’innovazione, gli investimenti e nuove produzioni.”

Fonte: Note E-book (Cappellin, Marelli, Rullani, Sterlacchini)

Sistema Italia: l’importanza di ‘fare rete’.

futuroOggi si afferma da più parti che le soluzioni alla crisi (politica, economica, etico-sociale) non se le inventa il singolo, anche se illuminato e coraggioso, ma le stesse possono venire (e spesso vengono) dalla capacità e dalla volontà di ‘fare sistema’. Si, perchè non basta voler stare in rete, voler condividere esperienze e soluzioni, ma occorre la capacità di farlo, intesa come ‘condivisione costruttiva che mette gli altri in condizione di attingere a soluzioni nuove, non già sperimentate o, perlomeno, di grande valenza innovativa per tutto il sistema’.

Ma andiamo con ordine.

Mai come in questo momento storico, la politica ha necessità di promuovere ‘buone prassi’: pensiamo alla perenne lotta contro la corruzione, vero cancro di questa società malata, che pone il nostro paese con un’immagine negativa nei confronti del mondo (è di oggi il commento sul NYT che individua corruttele in ogni angolo del sistema Italia). Ecco, nei confronti di tutto ciò è la rappresentanza istituzionale che ha l’obbligo di reagire (e pare lo stia facendo), modificando e aggravando regole sanzionatorie, mettendo parallelamente a sistema circuiti virtuosi positivi (pare si faccia meno), proponendo esempi reali di buona politica che sicuramente ci sono, magari per una volta uscendo da stretti interessi di parte con l’obiettivo condiviso di far emergere e circuitare in rete una Politica seriamente impegnata per il bene comune.

Per ciò che concerne la situazione economica, l’imperativo di ‘fare sistema’ risulta più facile da favorire ed incentivare, in quanto gli operatori economici e le imprese mostrano sempre uno sguardo più attento e lungimirante alle potenziali soluzioni derivanti dalla messa in rete delle diverse leve nel business. Le difficoltà dei mercati interni, a livello nazionale ed europeo, portano tanti a percorrere, e ad aver già percorso da tempo, l’inderogabile scelta di internazionalizzarsi, aprendosi nuove prospettive commerciali all’estero, spesso in quei paesi che crescono a due cifre e che risultano essere molto sensibili alle produzioni del made in Italy. Per queste scelte, certamente smart, l’idea di far rete è fondamentale sia in ottica di una promozione generalizzata volta a semplificare l’accesso ai mercati target, sia in una più ristretta ottica di prodotto, che, se associato al territorio di provenienza, si apre naturalmente e consapevolmente a nuovi scenari di marketing experience.

Da ultimo, ma non perchè ultimo, occorre considerare la necessità di far rete e di contribuire a creare sistemi positivi in un più vasto ambito etico-sociale: spesso ci accorgiamo, anche dai tristi eventi di cronaca che quotidianamente siamo costretti a sentire, che alla fine, per una crescita vera della nostra società, è realmente questo che manca. L’evoluzione di un popolo, il grado di civiltà e la capacità di una pacifica e costruttiva convivenza ritengo abbia necessità di misurarsi con il peso che avranno le forze sane della società stessa, con la rete di sostegno pratico e culturale che riusciranno a creare e che avranno intorno; in poche parole, con tutto ciò che di buono, di concreto e di socialmente incentivante questo Paese sarà in grado, ancora una volta, di mettere in atto.

Il tutto creando, magari, una vera rete, un vero sistema di protezione incentivante, di promozione socio-economico-culturale che, nei vari settori interessati, si ponga il concreto obiettivo di migliorare il paese e i suoi abitanti, promuovendo sviluppo da tutti i punti di vista.

Sembrano perfezioni (XI sec.)

colori sacri

Sembrano perfezioni, ma risplendono
soltanto agli occhi tuoi: valgono niente;
quanti nemici stanno in un amico
e in quanta quiete si nasconde il ladro!

Quanti cavalli di armoniose forme
non arrivano, deboli, alla meta!

Quanti cammelli, in viaggio, nella notte,
li trattiene il difficile cammino!

Così l’affanno trascina l’amante
dove l’ascesi e l’angoscia si legano:
sventura all’uomo afflitto da ignoranza,
che gli lodano il corpo e non l’ingegno!

È quasi un’ala, a volare, il denaro;
ma già è stroncata, e non rimane un bene:
quanti uomini degni in vile veste!

Si lucida una spada, e non la gemma.

(Ibn Hamdis – XI sec.)

L’autore

Abd al-Jabbār ibn Muhammad ibn Hamdīs fu un poeta arabo-siciliano, massimo esponente della poesia araba di Sicilia a cavallo tra l’XI e il XII secolo (Noto 1056 – Maiorca 1133). Nacque da una famiglia nobile intorno al 1056. Verso il 1078, quando era già in stato avanzato la conquista normanna della Sicilia, lasciò l’isola e non vi fece più ritorno, compiendo un lungo girovagare tra i paesi mediterranei, lontano dalla patria di cui aveva conservato un vivo ricordo e a cui aveva dedicato versi di accorato rimpianto. Ibn Hamdis ha lasciato un canzoniere di componimenti poetici per un totale di più di 6000 versi. I temi trattati sono vari, ma molti dei suoi versi sono dedicati alla Sicilia perduta della sua giovinezza, vero paese delle meraviglie del tempo, ed ai rapporti umani basati su ciò che è più importante e più vero.

PANTA REI…(πάντα ῥεῖ)

cambio costanteAttaccarsi alle cose, alle condizioni e alle sensazioni, è sempre sbagliato.

Non per volerne ridurre l’importanza nel presente delle nostre vite, ma solo perché non ne avrebbero affatto, oggettivamente e soggettivamente!

Con Eraclito, ed ovviamente anche a prescindere da lui, ‘tutto scorre’ e si trasforma, mutando aspetto nel confronto con il prima e, certamente, con il dopo…

Il sapiente filosofo greco ha di certo il merito, già 2.500 anni orsono, di aver centrato il tema del ‘divenire’, soffermandosi sull’importante assunto che nulla sarà mai allo stesso modo per lungo tempo, tutto conoscerà variazioni che ne cambieranno la percezione e, forse, l’essenza.

Questo affascinante argomento mi ha fatto sempre pensare al passo successivo, diciamo più ‘valutativo’ dei mutamenti che originano da ciò che, secondo Eraclito, appare ineluttabile: ma il cambiamento, questo necessario ‘scorrere’, è orientabile?

Soprattutto, mi chiedo, è giusto e fa stare meglio indirizzarlo verso qualcosa o, forse, sarebbe più corretto solo aspettarselo e ‘diventare’ la sua conseguenza?

Ecco, a mio avviso, questa dicotomia, queste domande, possono senz’altro far capire, intanto, la differenza tra la filosofia, che tende a definire stati e comportamenti, e quei tratti prettamente umani del pragmatismo insito in ognuno di noi, che ci fa pensare (sbagliando) di poter essere artefici dei mutamenti che avvengono nel mondo reale, in un trionfo inconsulto dell’ego che non si pone limiti, che non vede al di là di se stesso e del proprio bene…

Se continuo a pensare di poter cambiare io il mondo, probabilmente mi sto consumando inutilmente l’esistenza.

Se continuo a convincermi di essere il centro del mio universo percepito, probabilmente non avrò realmente percepito nulla di quanto mi accade intorno.

Forti concetti, pensieri pesanti?

Forse si, quanto meno con poco appeal in un mondo che tende ad incentrare i suoi stimoli sull’autoaffermazione, sull’autoreferenzialità, sull’auto…tutto!

Uscire dal sé…

Forse è realmente questo il segreto per comprendere meglio quanto accade intorno a noi.

Tentare di vivere una vita volta ad apprendere, ogni santo giorno, con consapevolezza, che possiamo orientare probabilmente soltanto il nostro modo interiore di rapportarci a cose, persone e avvenimenti, nulla di più.

E quando saremo riusciti, anche per qualche ora, a distanziarci un attimo da questo prepotente io che ci domina, avremo sempre più chiaro che cosa è importante per noi, cosa ci fa stare bene, a cosa dobbiamo veramente ambire…

Naturalmente, com’è facilmente intuibile, sono due le modalità d’approccio che orientano l’uomo verso questo modo di posizionarsi nei confronti del mondo: quella che sento più vicina, cioè quella che promana dalla religione in cui credo e che ci insegna l’affidamento a Lui quale unico bene per chi voglia vivere una vita vera, adesso e per l’eternità; e poi c’è quella di Eraclito, quella di una filosofia, antica e illuminata, che pone l’uomo come parte non attiva, spettatore impotente e anzi coinvolto egli stesso, nell’ineluttabile scorrere del tutto.

Forse anche questo un modo, già allora, con filosofica e razionale consapevolezza, per far pensare a quanto sia inutile e poco proficuo, per l’uomo, incentrarsi sul sé, visto che, comunque, panta rei, appunto…

Sensibilità, nuova sconosciuta…

La sensibilità é un dono raro fatto di intelligenza e di affettività matura.

Uno dei segni più impressionanti della marcia spietata della modernità attraverso i nostri cuori e le nostre menti, in nome di uno scientismo disumano e di un efficientismo fine a se stesso, è la progressiva scomparsa della sensibilità dal bagaglio spirituale delle persone. Intendiamoci: la sensibilità è un dono, un dono raro; le persone che la possiedono, sono portatrici di un bene prezioso che non si acquisisce con lo studio, anche se lo si può affinare con l’esperienza: e, in questo senso, sono sempre esistite nel corso della storia e, forse, continueranno ad esistere, anche se alquanto ridotte di numero. Tuttavia, essa veniva apprezzata o, almeno, trovava spazio per manifestarsi in una società ancora a misura d’uomo, come era quella pre-industriale (pur con tutti i suoi limiti innegabili); si direbbe che, oggi, essa sia diventata superflua e che nessuno, o solo in pochi, si dolgano della sua progressiva scomparsa, come se il mondo potesse benissimo farne a meno. Le virtù dell’animo che oggi vengono maggiormente apprezzate e lodate sono l’intelligenza pratica  (anche se disgiunta da una valutazione complessiva dei problemi), la determinazione nel perseguire i propri obiettivi (senza farsi troppi scrupoli), la sicurezza di sé (indipendentemente dall’esatta valutazione del proprio valore), la flessibilità mentale (spinta fino ad accettare i peggiori compromessi), la disinvoltura in qualsiasi circostanza (fino alle forme più discutibili di esibizionismo e narcisismo).

La sensibilità è fra le doti non indispensabili.

Che cosa se ne farebbe il cittadino del terzo millennio, tutto proteso a conquistarsi il proprio spazio sociale, a ritagliarsi la propria fetta di visibilità, di successo (anche economico), di gratificazione esteriore? In un mondo che si disinteressa di scopi e di valori, ma che punta quasi esclusivamente alla soluzione di problemi pratici, a che cosa può servire la sensibilità, una dote non spendibile in termini quantitativi? Si dimentica che la sensibilità è alla base sia della creazione artistica, sia dell’intuizione dei grandi problemi scientifici; e, soprattutto, che costituisce un fattore indispensabile per l’armoniosa convivenza degli individui all’interno della società: perché, una volta spogliato di essa, qualunque gruppo umano finisce per generare continuamente attriti e tensioni che, una volta instaurati, è difficilissimo controllare e disinnescare.

La sensibilità è quella dote che spinge l’amico a farsi avanti non appena intuisce l’esistenza di una difficoltà, prima che si trovi il coraggio di chiamarlo; che risolve amichevolmente i malintesi, prima che degenerino in astiosi e prolungati rancori; che mette gli altri a proprio agio, nelle situazioni in cui si sentono esposti e indifesi; che scioglie in un sorriso tensioni vecchie e nuove, portando una nota gentile di freschezza e leggerezza; che apre gli occhi avanti allo spettacolo incantevole del mondo e sa renderne partecipi anche i cuori più distratti.
La sensibilità è la mano soave di una donna che orna con un vaso di fiori una stanza nuda e spoglia, portandovi una nota di colore e di calore. La sensibilità è, anche, la parola giusta pronunciata al momento giusto, così come il silenzio affettuoso e partecipe, quando non vi sono parole adeguate alla situazione. La sensibilità è saper godere delle piccole cose, delle piccole gioie, e trasmetterne il segreto anche agli altri, addolcendone le asprezze e medicandone le ferite. La sensibilità è l’atteggiamento di delicatezza e di profondo rispetto con cui l’io si rapporta al tu, vedendo sempre in esso un soggetto di pari dignità e mai un semplice mezzo. La persona dotata di sensibilità possiede una ricchezza in più, che la mette in grado di cogliere aspetti del reale che sfuggono ad altri, alimentando così incessantemente la propria profonda umanità. Al tempo stesso, è indubbio che la persona sensibile soffre più delle altre, perché si trova esposta a quegli strali che individui dalla pelle più spessa non avvertono neppure e perché vede con maggiore chiarezza la grande distanza che separa il reale dall’ideale. Un bambino sensibile, ad esempio, soffrirà in modo più intenso e tormentoso della mancanza di affetto dei genitori, della cattiveria dei compagni o di una crudele malattia che ha colpito una persona a lui cara; tuttavia, anche le sue risorse sono in proporzione alla sua sensibilità, per cui difficilmente egli si troverà del tutto indifeso davanti ai colpi della vita. Il fatto che la persona sensibile sia, per un certo aspetto, più esposta, non significa che la sensibilità sia un dono avvelenato per coloro che lo ricevono, perché le possibilità positive che essa conferisce superano immensamente gli svantaggi, al punto che non è nemmeno possibile istituire un raffronto tra questi e quelle. Per quanto maggiormente esposta ad essere ferita da talune circostanze della vita, la persona sensibile possiede, non di rado, una visione del reale così profonda e radicata, così matura e consapevole, da poter elaborare anche gli strumenti per riflettere sulla propria condizione e per apprestare nuove risposte alle sfide che le vengono incontro, spostandole, al tempo stesso, su di un livello sempre più alto e spirituale. Nulla di quanto accade alla persona sensibile si perde nei rigagnoli e nella palude stagnante del tirare a campare; su tutto ella medita con profonda serietà, cercando in ogni cosa il significato riposto, l’occasione di una evoluzione e di una elevazione. È ricettiva nel miglior senso dell’espressione: tutto il suo essere è spalancato sul mistero della vita. Ecco perché l’impressione di fragilità, che talvolta le persone sensibili possono dare ad uno sguardo un po’ superficiale, molte volte non corrisponde alla realtà dei fatti. È vero che, in certe situazioni, esse rimangono come disarmate, là dove altre persone non incontrano che lievi difficoltà o anche nessuna; ma è altrettanto vero che ciò vale specialmente per gli ostacoli di ordine inferiore, per quelli che coinvolgono l’essere solo superficialmente. In moltissimi casi nei quali la posta in gioco è molto più alta; casi nei quali, ad esempio, non si tratta di normali contrattempi della vita, ma di grossi ostacoli e di grosse prove, ebbene le persone sensibili sanno tirare fuori, al momento opportuno, una grinta e una determinazione invidiabili, che gli altri non si sognano nemmeno di possedere.

La loro è una forza che emerge nelle situazioni più ardue, là dove è in gioco l’anima stessa di una creatura umana.

Naturalmente, la sensibilità, da sola, può essere un fattore di debolezza nelle circostanze ordinarie della vita, e talvolta anche in quelle straordinarie: i soldati che impazzivano in guerra, o venivano fucilati perché rifiutavano di obbedire all’ordine di avanzare sotto il fuoco nemico, sovente non erano dei vili, ma semplicemente degli uomini sensibili. Tuttavia, si può facilmente osservare che la sensibilità, in genere, si accompagna ad altre doti della mente e del cuore, che la bilanciano e la trasformano in qualcosa di potente, che conferisce a chi la possiede una marcia in più rispetto agli altri, non una in meno. È come se una sapiente distribuzione delle risorse umane avesse tenuto conto di tutto e avesse provveduto affinché un potenziale fattore di forza non si trasformasse in un elemento di debolezza. Qualcuno potrebbe obiettare che non sempre è così: che esistono delle persone ipersensibili le quali non possiedono la fermezza, la costanza, la forza d’animo per controbilanciare gli svantaggi della loro condizione; persone che, messe di fronte ai problemi della vita, non riescono ad affrontarli e ne finiscono crudelmente schiacciate. Questo è vero: bisogna essere onesti e riconoscere che, talvolta, le cose vanno proprio in questo modo.

La stessa cosa, però – se si vuole essere altrettanto onesti – bisogna riconoscere che avviene anche rispetto ad altre doti dell’animo.

L’intelligenza, per esempio, quando è particolarmente acuta, ma astratta, e non accompagnata da forza di volontà e chiarezza di percezione, può ritorcesi contro colui che la possiede e rendergli la vita più difficile, perché gli consente di vedere in maniera fin troppo chiara tutti gli ostacoli che sorgono sul suo camino e, al tempo stesso, la grande difficoltà di oltrepassarli.

La stessa cosa si può dire per le doti del corpo, prima fra tutte la bellezza.

È fin troppo evidente che essa costituisce una marcia in più per colui o colei che la possiedono, ma solo a condizione che si accompagni alla saggezza nel modo di gestirla: perché la bellezza è una forza poderosa, che può essere tanto benefica quanto distruttiva per chi non ne sappia fare buon uso. Perché la bellezza rende anche molto vulnerabili e, in un certo senso, ricattabili da parte degli altri: ci si aspetta, infatti, che la persona bella lo sia sempre, ad ogni costo, a dispetto delle preoccupazioni, dei dispiaceri, e perfino dell’età; cosa, evidentemente, impossibile. Se la bellezza è una forma di potere, lo è a doppio senso: a vantaggio chi la possiede, ma anche a danno di chi la possiede.

Per tornare alla sensibilità, quindi, non bisogna fare l’errore di giudicare le cose guardandole solo da un punto di vista: per poterle valutare esattamente, bisogna guardarle sotto tutti i punti di vista; bisogna, per così dire, girar loro attorno, e considerarne anche i lati nascosti. La sensibilità, il più delle volte, si accompagna ad altre doti che offrono la possibilità di trarne il massimo vantaggio, in termini di consapevolezza e di pienezza esistenziale: sta al singolo individuo che l’ha ricevuta in dono, poi, di imparare a farne buon uso. È la sensibilità che permette agli esseri umani di cogliere, ‘vedere’ e apprezzare sino in fondo le meraviglie del mondo in cui vivono; è la sensibilità che consente loro di fondere le impressioni del presente con i giochi della fantasia e con i dolci ricordi del passato, dipingendo un affresco incantato con vivaci pennellate cariche di poesia.  Se non vi fosse la sensibilità, il mondo ci si presenterebbe come opaco e spento ed ogni cosa, ogni suono, ogni profumo, scivolerebbero via veloci, senza lasciare traccia nel nostro animo; la nostra vita sarebbe ristretta entro gli angusti orizzonti delle necessità pratiche, del calcolo, della convenienza, dell’interesse. Tutto sarebbe veramente molto squallido; e la cosa più squallida sarebbe proprio l’impossibilità di rendersene conto, perché solo la coscienza della nostra natura di creature sensibili ci permette di stabilire la differenza qualitativa che corre tra un mondo ridotto a puro gioco di interessi in competizione ed un mondo abbellito e ingentilito da una luce soave di bellezza.

Sia lode a quella benevola forza creatrice che ci ha dato, insieme all’incanto del mondo, la possibilità di esserne coscienti e, perciò, di diventarne partecipi.

Dovremmo ricordarcene sempre, in ogni singolo giorno e ad ogni singola ora: specialmente quando, piegati sotto la sferza crudele della sofferenza, ci sentiamo talvolta tentati di calunniare la vita e di maledire il nostro essere nel mondo. La sensibilità è il dono divino che ci offre la possibilità di essere spettatori di una rappresentazione incomparabile, alla quale siamo chiamati a partecipare. Siamo stati chiamati da sempre, fin da prima di venir concepiti; fin da prima che il mondo fosse.

Non siamo qui per caso.

Il Creatore, con la forza possente dell’Essere ci ha tratti fuori dal ‘non essere’, scegliendoci da prima che il tempo incominciasse ad esistere.

…summer thinking…

 

...un ponte ideale...

…un ponte ideale…

Cari Lettori e Cari Amici,

da oggi e per qualche settimana Vi proporrò alcune riflessioni meno (diciamo) impegnative, meno tecniche direi, su temi più consoni al periodo di maggior relax e, magari, di ‘apertura mentale’ più liberamente attuabile…

Dai titoli dei post l’intento sarà più o meno manifesto, anche se questo non vorrà dire, come al solito, completa ‘leggerezza dell’essere’…forse solo del pensiero che, finalmente ‘alleggerito’ dall’estate, probabilmente potrà volare un po’ più in alto…

Grazie.    A presto.    Angelo  

      

Web innovation e società dell’informazione…

blog jpgL’insieme delle relazioni sociali in rete crea un tessuto connettivo che ha bisogno di strategie culturali che interpretino le modificazioni antropologiche in corso. Si parla di antropizzare il web, così come per secoli sono stati creati habitat nei luoghi più inospitali con bonifiche, disboscamenti e architetture funzionali. E’ di una nuova scommessa antropologica che si tratta, un salto di paradigma: da quello dell’edificazione fisica a quello della progettazione immateriale di una Società dell’Informazione in cui reinventare modelli produttivi e sociali. Si tratta di una progettazione che rilanci il valore della comunicazione come un fattore strutturale del fare società, coniugandolo con i sistemi produttivi delle imprese innovative e, fondamentalmente, con le qualità straordinarie di un territorio che gode di giacimenti culturali da valorizzare al miglior grado. In questo senso è decisivo dare forma a soluzioni che traducano il know-how tecnologico in nuovi format di comunicazione interattiva capace di sollecitare dinamiche partecipative e collaborative.

Nella Società dell’Informazione in cui stiamo vivendo, e in cui si fa sempre più necessario rilanciare una progettazione capace di ridefinire i modelli di scambio sociale, l’utilizzo di internet farà la differenza.

Si, la rete può aiutarci molto…

Va sottolineato, proprio per questo, il concetto di utilizzo: perché è qui, nel valore d’uso, piuttosto che nelle piattaforme tecnologiche in sé, che si colloca la nostra attenzione per ciò che definiamo Innovazione web.
Per esser più precisi, non è solo una questione di tecnologie ma di approccio, dinamico e creativo, alle modalità nuove della comunicazione. Una condizione che riguarda fondamentalmente la relazione sociale, un aspetto che gran parte degli esperti d’informatica non ha contemplato.
L’innovazione di cui stiamo trattando riguarda sempre più l’evoluzione dei processi culturali ed è in questo ambito che la comunicazione interattiva, bidirezionale, multi-utente e cross-mediale, potrà dare un contributo decisivo.
Vanno individuati i format di comunicazione che possano liberare queste potenzialità di ridefinizione degli assetti cognitivi e organizzativi attraverso le dinamiche del web 2.0.
Il blog, per quanto possa apparire oggi scontato, è la piattaforma che ha dimostrato, attraverso la pratica del “diario”, che la scrittura produce un’azione: induce condivisione.
E’ di una forma di scrittura particolare che si tratta, più immediata, meno formalizzata, tesa ad attivare conversazione, scambio.
Una creatività diffusa che oggi riguarda, in primo luogo, una tensione politica (e poetica) che riesca ad intraprendere una radicale innovazione dei processi sociali.
Si tratta di dare senso e sensibilità a ciò che viene definita ‘Società dell’informazione’.
Trovando il modo per entrare nel vivo dei processi di nuova produttività, così come certe linee operative che vanno dall’open source al wikinomics fanno intuire, delineando scenari di un’altra economia basata sui principi collaborativi piuttosto che competitivi.
In questo senso le varie pratiche del web 2.0 possono certamente allargare il fronte del pensiero-azione, per interpretare le dinamiche del cambiamento e tradurle in risorsa.
Il concetto di web 2.0 diventa così decisivo nel contemplare le nuove opportunità d’interazione sociale, tese a valorizzare le prospettive, più innovative ed immediate, del sistema-paese.

Angelo Schillaci…just a little satisfaction…

logo_siciliainformazioni

La società civile, scopriamo insieme il tesoro della Sicilia

2013, i cento siciliani emergenti Ecco le new entry: da Schillaci a Gandolfo

11 gennaio 2013 – 16:15 – Politica
applausi

Non stiamo costruendo l’albo d’oro dei siciliani migliori, abbiamo semplicemente raccolto segnalazioni e suggerimenti, che propongono una Sicilia sconosciuta, eppure importante, della quale si parla e si scrive poco o niente. Una Sicilia di persone diligenti ed entusiaste del loro lavoro, impegnate nella professione, nell’impresa, nella cultura, nelle scienze, nell’arte. Un pezzo importante della società civile, dunque. La società civile evocata e esplorata ogni giorno da partiti e movimenti.

Siamo alla vigilia della composizione delle liste elettorali e, come sapete, si vota con una legge che lascia ai segretari dei partiti il potere di nomina dei deputati e dei senatori: gli emergenti sono un pezzo importante della società civile. Dovrebbe essere “saccheggiata” dai big della politica. Ma non è così, fatte alcune sparute eccezioni.

Dovremmo dubitare delle segnalazioni e dei suggerimenti di coloro che ci aiutano a “censire” i siciliani emergenti, oppure della volontà dei segretari dei partiti? Lasciamo ai lettori la risposta.

La nobiltà delle scelte potrebbe supplire a norme indecenti del Porcellum che scippa agli elettori il diritto di scegliere. La maggior parte degli schieramenti politici dettano criteri severi e fanno voto di castità: nessun compromesso sulle fedine penali pulite, nessun conflitto d’interesse, una vita specchiata, a costo di rimetterci molti consensi. Ma la è che – primarie o meno – si pesca sempre nello stesso laghetto, fatta qualche eccezione.

Gli “emergenti” sono la cartina di tornasole, concreta ed indiscutibile, della distanza che rimane fra la società civile e la società politica. Una ragione in più per farne una bandiera della Sicilia di cui essere orgogliosi. Da sventolare sempre, con il cuore gonfio di speranza. Sono loro, gli emergenti, il futuro. E giorno verrà che…

Intanto continuano ad arrivare suggerimenti dai lettori e dal mondo delle professioni per la lista dei cento siciliani emergenti o già emersi e poco noti al grande pubblico. Altri nomi vanno ad aggiungersi a quelli già segnalati. La lista completa è in fondo alla pagina.

ECCO LE NEW ENTRY

Angelo Schillaci, esperto di marketing territoriale e comunicazione istituzionale. L’abbiamo apprezzato a Milano e Bruxelles durante le presentazioni di una delle sue pubblicazioni sul tema.

Antonella De Miro. Vice Prefetto Vicario della Prefettura di Palermo e quindi Prefetto a Benevento e poi a Reggio Emilia, ha ricevuto nel 2012 il Premio Caponnetto, premiata pochi giorni fa  dalla Ministra degli Interni.

Giovanni Gandolfo, nato a Enna nel 1978 Musicista, Flautista e Ottavinista. Suona nell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, nell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma.

Pasquale Hamel (Siculiana, 1949) è uno scrittore e saggista italiano.  Tra i suoi lavori anche “Breve storia della società siciliana”.

Vincenzo Fazio chirurgo di Palermo, 58 anni, eccellente chirurgo, grande operosità e bontà d’animo. La politica la fa ogni giorno fra i suoi malati.

Virman Cusenza, 48 anni, palermitano, da fine 2012 è direttore del Messaggero, dopo aver diretto per tre anni e mezzo il Mattino.

Paolo Giangreco, imprenditore di Assoro (En) che porta il nome della Sicilia in Europa con paste di mandorla dalla ricetta antica e autoctona

Giuseppe Guarrera, ventenne pianista siciliano in tour europeo tra gli artisti emergenti più premiati.

Giovanni Caramazza, presidente reggente Coni Regionale, unico candidato alle prossime elezioni del Comitato Olimpico Nazione Italiana del 23 gennaio.

Gero Carletto, nato ad Agrigento, ma vive e lavora a Washington alla Banca Mondiale, in qualità di “Senior Economist”.

Colapesce (Lorenzo Urciullo), cantante, nato a Solarino (SR), Premio Tenco 2012.

Cinzia Dato, pianista e docente al Conservatorio di Reggio Calabria, è nata a Messina e vive ad Acireale.

Domenico Di Fatta, coraggioso preside della scuola media “Giovanni Falcone” nel quartiere San Filippo Neri a Palermo.

Flora Inzerillo, psicoterapeuta: sta facendo un innovativo ed utile alvoro in geriatria con gruppi di musicoterapia con anziani.

Laboratorio Saccardi, Vincenzo Profeta, Marco Barone, Giuseppe Borgia e Toti Folisi compongono il gruppo artistico capace di esprimersi con “differenti linguaggi (dalla pittura, al video, alla fotografia, alla poesia visiva…) nel segno di un dichiarato intento ludico e dissacratorio”.

Giacomo Mulè, preside della Facoltà di Scienze Umane e sociali di Enna.

Massimiliano Oliveri, presidente del corso di laurea in psicologia di Palermo e referente di neuropsicologia di livello internazionale.

Salvo Piparo, attore palermitano allievo di Mimmo Cuticchio, porta i suoi cunti in giro per l’Italia.

Michele Pivetti, 40 anni. Consigliere di amministrazione del Cerisdi, avvocato penalista già sostituto processuale dell’On. Alfredo Biondi (Ex Ministro Giustizia) nel processo Dell’Utri-bis.

Desirée Rancatore, soprano palermitana, è tra le più acclamate giovani interpreti della lirica italiana.

Giuseppe Rizzo, nato a Santa Elisabetta (AG), è praticante giornalista all’Unità. Dopo il successo de L’invenzione di Palermo (Giulio Perrone Editore), a marzo uscirà il suo nuovo libro.

Tullio Scrimali, psichiatra e psicoterapeuta cognitivista, ennese, ha inventato numerosi protocolli terapeutici esportati in tutto il mondo e tradotti di recente in America.

Liborio Tirrito, 20 anni, di Enna, studente universitario. Sta portando avanti insieme a giovani la cultura della lotta alla mafia, si occupa di politiche giovanili e sociali. Ha incontrato vari ministri come Profumo, Cancellieri e il presidente della Camera Fini per illustrare diversi progetti.

Gabriele Trapani, giovane regista palermitano, autore del video che ha spopolato su internet “Cosa vuoi per Natale?” per palermo2013.it.

Toni Trupia, sceneggiatore e regista, 33 anni, assistente alla regia di “Romanzo Criminale” di Michele Placido, sceneggiatore del film “Vallanzasca”, regista del film “L’uomo giusto” e cosceneggiatore e regista del film “Itaker”.

Giovanni Tumbiolo, presidente del distretto produttivo della pesca di Mazara del Vallo. Ha fatto la spola con la Libia continuamente per risolvere, con successo, più d’una vicenda di sequestro e, nel contempo, si adopera per allacciare relazioni di cooperazione con il Paese africano, reduce dalla guerra civile.

Giusi Ustica, psicoterapeuta che ha contribuito ad introdurre la clincia della terapia di gruppo in Sicilia.

http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/30698/2013-i-cento-siciliani-emergenti-lavoro-impresa-professioni

I CENTO EMERGENTI E LA SOCIETA’ CIVILE

Tutto sembra girare attorno alla politica ed ai suoi protagonisti. In Sicilia come altrove. Conosciamo chi sale e chi scende in politica, non conosciamo coloro che rappresentano il presente ed il futuro dell’Isola. Ci sono siciliani, uomini e donne, che meriterebbero di stare in prima pagina ogni giorno e non fanno notizia. Per i loro successi, la loro creatività, l’ingegno, l’arte, le abilità, l’intrapresa, i valori che professano, la generosità che regalano, le volontà che manifestano: beautifull mind, esploratori di percorsi nuovi, difensori della legalità. Uomini e donne che rappresentano la linfa vitale della Sicilia. E’ questa che viene chiamata “la società civile”.

I partiti, i movimenti, i leader politici dicono di volersi affidare alla società civile. Tutti quanti, senza eccezione alcuna. Ma è una intenzione che sembra infrangersi, talvolta, nell’impatto con la realtà. I siciliani e le siciliane emergenti che si segnalano per professionalità, ingegno, creatività, lavoro, impresa, restano fuori. Eppure sono la ricchezza dell’Isola, un patrimonio incommensurabile per la politica e le istituzioni. Un modello per i giovani. Un volano per l’economia e lo sviluppo.

Far sapere chi sono e che cosa fanno gli uomini e le donne “emergenti” (e gli emersi poco noti al grande pubblico) è un vantaggio: la società civile, espressione finora astratta, poco più che un auspicio, può finalmente “materializzarsi” e diventare una risorsa. La nostra iniziativa – il censimento dei cento emergenti – muove da questo bisogno e da questa volontà.  Ma serve l’aiuto dei lettori, cui chiediamo di segnalarci uomini e donne di forte ingegno e tenacia.

Ci siamo rivolti, per iniziare, ad alcuni personaggi del mondo delle professioni, della cultura, del lavoro e dell’impresa. Disponiamo, dunque, di un primo ventaglio di nomi, che vi proponiamo qui di seguito. Le prime segnalazioni, in numero notevole, inducono all’ottimismo: il tesoro sconosciuto è davanti ai nostri occhi. Non c’è stato bisogno di raschiare il barile.

ECCO LA LISTA COMPLETA

Giuseppe Andaloro, 30 anni, nato nel 1982 a Palermo. Pianista sulla cresta dell’onda. E’ stato premiato a Honk Kong.

Tina Arena, stilista messinese nota in tutto il mondo, ha rappresentato lo scorso settembre, insieme alla sua nuova collezione, l’Italia della moda in Romania per l’International Fashion Weekend Designer”.

Giorgio Avola, 23 anni, di Modica: vince l’oro alle Olimpiadi di Londra nella competizione a squadre di fioretto maschile, battendo in finale il Giappone. Le sue sono stoccate di gloria.

Marco Betta, nato a Enna nel 1964. autore di opere, musica sinfonica e da camera, e di lavori per il teatro e il cinema, ha studiato composizione al conservatorio di Palermo sotto la guida di Eliodoro Sollima. Dal 1994 al 2002 è stato direttore artistico del Teatro Massimo impegnandosi attivamente nel progetto della sua riapertura che avvenne dopo 23 anni il 12 maggio 1997 con un concerto dell’Orchestra e del Coro del Teatro diretti da Franco Mannino e dei Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado. Insegna Composizione al Conservatorio di Palermo.

Antonino Bevilacqua, presidente dell’autorità  portuale di Palermo, ha orientato la sua attività professionale alla ricerca del bello e del miglioramento della qualità della vita in un’ottica di innovazione, di sperimentazione e di pianificazione della trasformazione tesa anche alla valorizzazione dei talenti locali e delle vocazioni territoriali.

Pippo Borrello dei fratelli Borrello di Sinagra, non solo produttore d’eccellenza di suino nero dei Nebrodi, ma anche ristoratore.

Luigi Busà, nato ad Avola nel 1987. Campione mondiale di karate nella specialità del kumite (combattimenti).

Giusy Buscemi, nata a Menfi, è stata eletta Miss Italia 2012.

Roberto Boscaglia, classe 1968, allenatore di calcio. L’anno scorso ha portato il Trapani a un passo dalla serie B. Gelese e come tale non considerato a Gela, di lui si sentirà sicuramente parlare in futuro altrettanto bene come se ne parla oggi.

Francesco Cafiso, nato a Vittoria nel 1989, nonostante la giovane età è il sassofonista siciliano più famoso nel mondo. Ha suonato diverse volte in USA esibendosi al Lincoln Center nella “Alice Tully Hall” e nella “Avery Fisher Hall” oltre che al Birdland, all’Iridium, al Dizzy’s Club Coca Cola, al BB King, jazz club di New York. Il 19 gennaio del 2009, su segnalazione di Wynton Marsalis, ha suonato a Washington DC durante i festeggiamenti in onore del Presidente Barack Obama e del Martin Luther King Junior day.

Virman Cusenza, 48 anni, palermitano, da fine 2012 è direttore del Messaggero, dopo aver diretto per tre anni e mezzo il Mattino. Ha fatto i primi passi da giornalista al Giornale di Sicilia e a I Siciliani. Nell’87, a 23 anni, va a Milano al Giornale di Indro Montanelli, trasferendosi poi alla redazione romana. Nel 1998 passa al Messaggero come capo del servizio politico. Dieci anni dopo è chiamato alla vicedirezione del Mattino, testata della quale assume la direzione nell’estate 2009.

Antonio “Tony” Cairoli, nato a Patti nel 1985, campione mondiale di Motocross. Il 9 settembre 2012 vince il suo quarto Mondiale di Motocross consecutivo nel GP di Faenza. Con questa vittoria raggiunge il sesto titolo mondiale in carriera.

Federica Caiozzo, in arte Thony, attrice nata a Palermo. Ha avuto grande successo come protagonista del film di Paolo Virzì “Tutti i santi giorni”.

Domenico Cannizzaro, conduce un programma radiofonico di intrattenimento e informazione su Radio Time: il “DoC Time”. Ogni giorno vengono approfonditi gli avvenimenti più importanti di cronaca, politica, spettacolo e sport, con un occhio di riguardo al territorio e con l’intervento in diretta di autorevoli firme del giornalismo nazionale e regionale.

Giovanni Caramazza, presidente reggente Coni Regionale, unico candidato alle prossime elezioni del Comitato Olimpico Nazione Italiana del 23 gennaio.

Francesco Cardile, giovane professore all’Università di Bologna e avvocato penalista.

Daniela Cardinale batte alle primarie Pd Lillo Speziale con 65  preferenze in più che le consentono di candidarsi alla rielezione.

Gero Carletto, nato ad Agrigento, ma vive e lavora a Washington alla Banca Mondiale, in qualità di “Senior Economist”.

Giuseppe Carollo, chef del ristorante Nangalarruni di Castelbuono.

Alberto Castiglione, nato nel 1977 a Palermo, è uno dei maggiori documentaristi italiani.

Bruno Celano, professore di Filosofia del diritto a Palermo, che si occupa di giusnaturalismo, positivismo giuridico, pluralismo etico, diritti umani, stato di diritto.

Gianina Ciancio, 22 anni, catanese. È la più giovane deputata all’Ars eletta tra le fila del Movimento 5 Stelle.

Emiliano Cipicchia, chef del ristorante Le Macine di Lipari, che ha partecipato anche al Salone del Gusto di Torino.

Colapesce (Lorenzo Urciullo), cantante, nato a Solarino (SR), Premio Tenco 2012

Maria Cubito, nata il 14 dicembre del 1970 in provincia di Catania, ma dal 1976 vive a Palermo. Insegnante, scrittrice e speaker radiofonica. Ha scritto recentemente “Palermo è fimmina con rispetto parlando” e “Santa Palermo”.

Magda Culotta, il 30 dicembre del 2012, con 19 preferenze in più di Davide Faraone è risultata la più votata (ha ottenuto 3029 preferenze) alle primarie del Pd a Palermo e provincia. Ha appena 27 anni e ha fatto fuori Sergio D’Antoni.

Ettore Cutrona, direttore della comunità per tossicodipendenti di Sant’Onofrio a Trabia, nel Palermitano.

Pino Cuttaia, chef bistellato del ristorante la Madia di Licata.

Cinzia Dato, pianista e docente al Conservatorio di Reggio Calabria, è nata a Messina e vive ad Acireale.

Marcello D’Agostino, che è nato e ha studiato a Palermo, ma è andato via dopo la laurea (a Londra, a Oxford), ed è poi diventato professore di Logica e Filosofia della scienza a Ferrara, dove è stato anche preside della Facoltà di Lettere e filosofia. Si occupa di Logica, Ragionamento automatico, Complessità computazionale, Teoria dell’informazione, Fondamenti della Probabilità, Problemi di misurazione in economia e nelle scienze sociali.

Piero D’Agostino, chef del ristorante la Capinera di Taormina.

Salvatore D’Amico, unico produttore in biologico di capperi e malvasia a Salina.

Valentino Dardanoni, professore di Economia pubblica a Palermo. Ha lavorato anche in Gran Bretagna, a York, e in California, a San Diego. Si occupa di mobilità sociale, ineguaglianza, scelte pubbliche, istruzione, sanità.

Antonella De Miro. Una grande donna che lavora per lo Stato: il suo profilo istituzionale è noto (da Agrigento a Messina, poi Vice Prefetto Vicario della Prefettura di Palermo e quindi Prefetto a Benevento e poi a Reggio Emilia), ha ricevuto nel 2012 il Premio Caponnetto e pochi giorni fa ho letto della cerimonia che l’ha vista premiare dalla Ministra degli Interni.

Gaetano D’Espinosa, palermitano, classe 1978, uno dei direttori d´orchestra più promettenti della nuova generazione. Nel 2013 dirigerà Macbeth e Don Carlos alla Scala di Milano.

Domenico Di Fatta, coraggioso preside della scuola media “Giovanni Falcone” nel quartiere San Filippo Neri a Palermo.

Onofrio Di Vincenzo nato ad Agrigento nel 1959. Professore ordinario di calcolo algebrico. Preside della facoltà di scienze matematiche e fisiche dell’università della Basilicata.

Pino Drago, che ristorante Portella Gazzana di Longi (ME) sui Nebrodi.

Fabrizio Falco, attore, 24enne, messinese di nascita ma palermitano di adozione. S’è messo in luce con E’ stato il figlio, l’ultimo film di Daniele Ciprì.

Vincenzo Fazio chirurgo di Palermo, 58 anni, eccellente chirurgo, grande operosità e bontà d’animo. La politica la fa ogni giorno fra i suoi malati.

Carlotta Ferlito, ginnasta catanese: l’11 gennaio 2012 ha partecipato ai Test Event di Londra, ultima prova di qualificazione per le Olimpiadi, dominando.alla trave:  suo il punteggio più alto della competizione.

Olimpia Franco, nata a Taormina, stilista e consulente di moda. Fa spesso spola tra la Sicilia e Milano dove lavora come consulente di moda e per una agenzia di spettacolo organizzando casting e sfilate per rinomati brand. Nel giugno del 2010 ha presentato la sua prima collezione in collaborazione con un altro giovane stilista durante la settimana della moda catanese, il MadeinMedi svoltosi presso le Ciminiere di Catania.

Giovanni Gandolfo, nato a Enna nel 1978 Musicista, Flautista e Ottavinista, ha studiato al Conservatorio di Parigi. Suona nell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, nell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma e nelle più importanti orchestre europee. All’attività orchestrale affianca una brillante carriera da solista.

Alessia Gazzola, nata a Messina nel 1982, è medico chirurgo specialista in medicina legale con la passione per la scrittura. Ha esordito nella narrativa con il romanzo L’allieva, che ha fatto conoscere e amare al pubblico italiano, e a quello dei principali Paesi europei dove è uscito, un nuovo e accattivante personaggio: Alice Allevi. Vive e lavora a Messina.

Paolo Giangreco, imprenditore di Assoro (En) che porta il nome della Sicilia in Europa con paste di mandorla dalla ricetta antica e autoctona.

Andrea Giarrizzo, 20 anni, studente ennese della facoltà di informatica dell’Università di Catania. È attualmente il creatore di app forse più noto al mondo: ha inventato un’applicazione gratuita per scaricare sui cellulari e tablet, che utilizzano la piattaforma Android, i video da “You tube”.

Peppe Giuffrè, chef  siciliano, noto per il suo eclettismo. E’ considerato uno re della cucina siciliana in movimento. L’ultimo capolavoro? Un albero di Natale gastronomico (strati di panettone e ricotta) lungo 8 metri.

Ugo Parodi Giusino, classe 1981, palermitano, è l’amministratore delegato e il socio fondatore di Mosaicoon S.p.A. una delle società più innovative nell’advertising online in Italia.

Natale Giunta, nato a Termini Imerese, nel 1979, è chiamato il “Maestro dei fornelli”. Natale Giunta è diventato famoso al grande pubblico soprattutto grazie a “La Prova del Cuoco”.

Luigi Greca, 70 anni, imprenditore di Gela è l’uomo che con la sua azienda permette a mezzo mondo di usare il telefono. la sua azienda è divenuta leader mondiale nel settore della progettazione e commercializzazione di gruppi elettrogeni e sistemi di energia elettrica.

Giuseppe Guarrera, ventenne pianista siciliano in tour europeo tra gli artisti emergenti più premiati.

Giovanni Gulino, cantante dei Marta sui Tubi, band folk italiana. Nel 2013 salirà, col suo gruppo, sul palco del Festival di Sanremo.

Simona Gullotta, stilista, di Giardini Naxos. In continua ascesa, nelle sue sfilate punta sul connubio tra moda e storia:  è stata etichetta stilista-artista.

Pasquale Hamel (Siculiana, 1949) è uno scrittore e saggista italiano.  Tra i suoi lavori anche “Breve storia della società siciliana”.

Alfonso Maurizio Iacono (Agrigento 1949), preside della facoltà di filosofia dell’Università di Pisa. È uno dei massimi filosofi italiani, si è occupato del rapporto fra filosofia, antropologia e politica. Molto conosciuto in Francia dove ha insegnato alla Sorbona.

Mario Incudine, classe 1981, nato a Enna, considerato dalla critica l’interprete di “un modo nuovo di cantare la Sicilia fra il cantastorie e il cantautore”, è uno dei personaggi più rappresentativi della nuova musica siciliana.

Flora Inzerillo, psicoterapeuta: sta facendo un innovativo ed utile alvoro in geriatria con gruppi di musicoterapia con anziani.

Laboratorio Saccardi, Vincenzo Profeta, Marco Barone, Giuseppe Borgia e Toti Folisi compongono il gruppo artistico capace di esprimersi con “differenti linguaggi (dalla pittura, al video, alla fotografia, alla poesia visiva…) nel segno di un dichiarato intento ludico e dissacratorio”.

Filippo La Mantia, per tutti è lo chef preferito dai vip. Nel 2012 è piombato sotto le luci dei riflettori anche per il mondanissimo matrimonio celebrato a Roma. Ha sposato Stefania Scarampi di Pruney: festa grande con un migliaio di ospiti.

Fabio Leone e Antonella Barbera. Cineasti ennesi trentenni, coppia nella vita e nell’arte, si sono specializzati nella produzioni di “corti” e documentari dal taglio sociale. Nel 2012 hanno vinto il secondo premio al festival concorso internazionale di Firenze “Raccorti sociali – piccoli film per grandi idee”, presenti nomi di rilievo come Francesca Archibugi e Stefano Rulli.

Aldo Liga. Studente palermitano a Parigi, 23 anni, specialista presso la facolta di Sciences Po (Scienze politiche), si avvia verso una carriera internazionale nel campo della sicurezza. Conosce quattro lingue.

Dario Lo Bosco (Raffadali 1960), ordinario di tecnologie e infrastrutture all’Università di Palermo e manager. Presidente dell’Ast, commissario autorità portuale di Messina, presidente del gruppo Rfi, commissario della Camera di commercio di Catania.

Alessandro Lo Piano, 28 anni, giovane imprenditore dell’e-commerce, amministratore delegato di Whip.

Girolamo Lo Verso, ordinario di Psicologia clinica Università di Palermo. Psicoterapeuta. Già delegato nazionale della divis. di psicologia clinica della S.I.Ps. e Presidente COIRAG.

Salvatore Mancuso, originario di S. Agata di Militello, finanziere affermato a livello internazionale. Ha partecipato al salvataggio Alitalia e si era mosso per il Monte Paschi, titolare del Fondo di investimento Equinox.

Aurora Mangano, volontaria palermitana, ha fondato organizzato e promosso strutture per l’assistenza, l’educazione ed il conforto dei bambini e delle loro famiglie.

Teresa Mannino, palermitana doc, cabarettista, conduttrice e autrice. Nel 2012 è candidata all’Oscar della Tv quale “personaggio rivelazione”. Presenza fissa tra i comici di Zelig, nell’aprile del 2012, RAI2 trasmette, in prima serata, il suo spettacolo Terrybilmente Divagante, all’interno del ciclo One Man Show, registrato al Teatro Nuovo di Milano. Attualmente conduce, su La7, il mercoledì sera, in prima serata, Se stasera sono qui.

Marina Marino, urbanista, è stata la consulente e il braccio operativo delle commissioni straordinarie che hanno sostituito sindaco, giunta e consigli comunali nei comuni siciliani sciolti per mafia per decreto del Consiglio dei Ministri.

Dario Piombino Mascali, 35 anni, messinese. È uno dei massimi esperti al mondo di mummiologia. Collabora con le università di tutto il mondo ed è ispettore onorario del Patrimonio Bioantropologico Mummificato della Regione Sicilia. Ha restituito all’Isola la figura di Alfredo Salafia, l’imbalsamatore palermitano che con una formula “segreta” ha imbalsamato la piccola Rosalia Lombardo, la mummia più bella del mondo.

Antonio Matasso, classe 1982, originario dei Nebrodi, vive a 
Palermo dal 2001. Avvocato e dottore di ricerca in diritto romano, è anche
 giornalista.

Vincenzo Militello, professore di Diritto penale a Palermo. Si occupa, tra l’altro, di diritto e procedura penale europei; contrasto alla criminalità organizzata transnazionale; riforma del codice penale. Ha lavorato molto in Germania. È anche console onorario della Repubblica Federale Tedesca.

Giacomo Mulè, preside della Facoltà di Scienze Umane e sociali di Enna.

Pietro Navarra, economista quarantenne. Insegna anche alla London School Economics, candidato a rettore dell’Università di Messina.

Vincenzo Nibali, ciclista classe 1984, chiamato lo Squalo di Messina. Dopo un ottimo 2011, si è consacrato nel 2012, conquistando il podio al Tour de France, la corsa più importante in assoluto.

Andrea Nucita, pilota di rally di Santa Teresa Riva, campione italiano junior (under 23) nel 2012, dopo essere arrivato secondo lo scorso anno.

Massimiliano Oliveri, presidente del corso di laurea in psicologia di Palermo e referente di neuropsicologia di livello internazionale.

Piero Oliveri, proveniente da Salina e titolare del Bar Alfredo, ha aperto a Torino un ristorante “da Alfredo in cucina”, portando la cucina eoliana a Torino.

Augusto Ortoleva, ingegnere catanese dalla mentalità niuorchese, 47 anni, pratica in semplicità sport particolari, specialista nella risistemazione di interni in chiave estetico-funzionale. visione poetica degli spazi, geometrie eleganti ed essenziali che consigliano da sè cosa scegliere di accessori per completare il quadro d’arredamento.

Venerina Padua ha vinto le primarie del Partito Democratico a Ragusa. L’ex consigliere provinciale  ha sbaragliato i rivali con 1164 voti, conquistati in larga parte a Scicli,  sua città di origine, Ragusa e Modica.

Salvatore Percacciolo, giovane direttore d’orchestra già affermato nei palcoscenici mondiali.

Vittoria Piccolo, produttrice di oliva minuta, ha portato al Salone del Gusto di Torino il prezioso cultivar di oliva dei Nebrodi, unico presidio di olio d’Italia.

Carmelo Pipitone, chitarrista dei Marta sui tubi, 34 anni. Dopo il tentativo andato a vuoto (nel 2011), la sua band canterà a Sanremo insieme agli altri 13 big.

Giuseppe Pipitone, giornalista de Il Fatto quotidiano. Si è occupato della trattativa stato-mafia e ha vinto il premio per i giornalisti esordienti ideato da Michele Santoro Santoro. Ha scritto il libro “Il caso De Mauro”.

Michele Pivetti, 40 anni. Consigliere di amministrazione del Cerisdi, avvocato penalista già sostituto processuale dell’On. Alfredo Biondi (Ex Ministro Giustizia) nel processo Dell’Utri-bis.

Costanza Quatriglio, nata a Palermo nel 1973. Regista di Terramatta;, evento speciale ai Venice Days della Mostra di Venezia 2012, in cui si è aggiudicato il “Premio Civitas Vitae”, accolto con successo unanime di pubblico e critica.

Desirée Rancatore, soprano palermitana, è tra le più acclamate giovani interpreti della lirica italiana.

Giuseppe Rizzo, nuovo presidente dell’Acoset, l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato nei comuni della fascia pedemontana della provincia di Catania.

Giuseppe Rizzo, nato a Santa Elisabetta (AG), è praticante giornalista all’Unità. Dopo il successo de L’invenzione di Palermo (Giulio Perrone Editore), a marzo uscirà il suo nuovo libro.

Fausto Russo Alesi, attore e regista teatrale palermitano. Diplomato alla Scuola Civica d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ha vinto numerosi premi teatrali tra cui l’Ubu, nel 2002, il Premio “Annibale Ruccello” 2004, Premio “Olimpico” premio ETI 2004, premio “Vittorio Gassman – miglior giovane talento” 2005, premio “Maschera d’Oro” 2005 assegnato dal pubblico e dalla critica. Nel 2006 per lo spettacolo “Il grigio” vince il premio “Persefone d’oro”, premio speciale delle critica.

Toni Saetta. editore palermitano cinquantenne, sub provetto, grafico di prim’ordine, ha messo in vetrina le edizioni Qanat, collane di saggi, letteratura e arti visive. Fra i suoi direttori di collana il filosofo Armando Plebe che ha pubblicato con lui “Memorie di destra, memorie di sinistra”.

Mirco Scarantino, 17enne di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, ha chiuso 14esimo nella finale olimpica del sollevamento pesi, categoria 56 chili. E’ figlio d’arte (il padreha disputato 3 Olimpiadi) promette: “Londra è solo il punto di partenza.

Angelo Schillaci, esperto di marketing territoriale e comunicazione istituzionale. L’abbiamo apprezzato a Milano e Bruxelles durante le presentazioni di una delle sue pubblicazioni sul tema.

Nelli Scilabra, nata in provincia di Agrigento nel 1984, è diventata a sorpresa assessore alla Formazione del governo Crocetta. Una scommessa, un azzardo o una sfida: la studentessa universitaria ha incuriosito tutti.

Tullio Scrimali, psichiatra e psicoterapeuta cognitivista, ennese, ha inventato numerosi protocolli terapeutici esportati in tutto il mondo e tradotti di recente in America.

Marco Selvaggio, classe 1983, avvocato catanese. Percussionista poliedrico, uno dei pochi al mondo a suonare l’hung drum. Ha studiato musica tradizionale africana e da sempre ha continuato a suonare il djembè adattandolo anche alla musica house sperimentando nuove sonorità in contesti sempre differenti.

Donatella Sollima, nata a Palermo nel 1959. Pianista e docente al Conservatorio di Palermo. Sorella del noto violoncellista Giovanni e figlia del grande compositore e pianista Eliodoro, ha suonato in recitals, con orchestra, in formazioni cameristiche, collaborando con artisti quali: Mario Ancillotti, Claudia  Anderson, Enrico Di Felice, Andrea Griminelli, Albert Markov, Alexander Markov e lo stesso Giovani Sollima.

Antonino Sorci, è nato a Palermo nel 1988. Segue il corso di studi presso l’Ecole des hautes ètudes en sciences sociales di Parigi Lavora al Musèe d’Orsay

Valeria Sterrantino, stilista di Giardini Naxos,  ha sorpreso tutti con la sua collezione ispirata al film Avatar per le sue stravaganze surrealistiche ispirate alle atmosfere fantascientifiche del film di James Cameron.

Franco “Ciccio” Sultano, 42 anni, chef del ristorante Il Duomo a Ragusa Ibla, due Stelle Michelin, è sicuramente più di un nome nella cucina d’ eccellenza. Nel 2012 la sua fama mondiale è lievitata.

Liborio Tirrito, 20 anni, di Enna, studente universitario. Sta portando avanti insieme a giovani la cultura della lotta alla mafia, si occupa di politiche giovanili e sociali. Ha incontrato vari ministri come Profumo, Cancellieri e il presidente della Camera Fini per illustrare diversi progetti.

Gabriele Trapani, giovane regista palermitano, autore del video che ha spopolato su internet “Cosa vuoi per Natale?” per palermo2013.it.

Toni Trupia, sceneggiatore e regista, 33 anni, assistente alla regia di “Romanzo Criminale” di Michele Placido, sceneggiatore del film “Vallanzasca”, regista del film “L’uomo giusto” e cosceneggiatore e regista del film “Itaker”.

Giovanni Tumbiolo, presidente del distretto produttivo della pesca di Mazara del Vallo. Ha fatto la spola con la Libia continuamente per risolvere, con successo, più d’una vicenda di sequestro e, nel contempo, si adopera per allacciare relazioni di cooperazione con il Paese africano, reduce dalla guerra civile.

Franco Turdo, regista e documentarista cefaludese.

Giusi Ustica, psicoterapeuta che ha contribuito ad introdurre la clincia della terapia di gruppo in Sicilia.

http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/30698/2013-i-cento-siciliani-emergenti-lavoro-impresa-professioni