CLLD per Flag: sintesi presentazione

“La strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) è un insieme coerente di operazioni rispondenti a obiettivi e bisogni locali e che contribuisce  alla realizzazione della strategia dell’Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e che è concepito ed eseguito da un gruppo di azione locale” (considerazione 19 – Reg. 1303/13)

“Le iniziative di sviluppo locale di tipo partecipativo dovrebbero tenere in considerazione le esigenze e le potenzialità locali, nonché le pertinenti caratteristiche socioculturali. Un principio essenziale dovrebbe essere quello di assegnare ai gruppi di azione locale che rappresentano gli interessi della collettività, la responsabilità dell’elaborazione e dell’attuazione delle strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo” (considerazione 31 – Reg. 1303/13)

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Cluster policy: strumento di competitività territoriale

 

 

cluster-international-workshop-milano-expoI cluster tendono sempre più a diventare una categoria di analisi autonoma, all’interno della teoria dello sviluppo economico e territoriale a livello internazionale.

Un tema particolarmente sentito dalla Commissione europea, che considera i cluster come uno dei pilastri della nuova politica europea per lo sviluppo e la competitività, operando in tal senso una trasformazione di ruolo degli stessi, non più obiettivo finale ma soprattutto strumento con cui raggiungere un maggior livello di innovazione e competitività territoriale.

I cluster ritrovano così nella dimensione urbana il loro principale terreno di localizzazione, poiché, più di ogni altro spazio, consente quelle economie di agglomerazione e, soprattutto, di varietà che risultano indispensabili per lo sviluppo non solo di uno ma, spesso, di più cluster all’interno della medesima area urbano-metropolitana.

Sembra pertanto emergere una correlazione positiva tra crescita della dimensione urbana e crescita della produttività, ed anche come l’aumento della densità urbana costituisca un fattore determinante per l’incremento della stessa produttività.

Una dimensione urbana più elevata significa, infatti, la possibilità di sfruttare infrastrutture di livello superiore perlopiù indivisibili, la presenza di una grande varietà di fornitori di input intermedi, di lavoratori specializzati. Inoltre, un mercato via via più grande presenta una maggiore densità di relazioni tra gli agenti economici, un più elevato processo di spill over di informazioni e conoscenza e, alla fine, un continuo e diffuso processo di apprendimento.

Il successo di alcuni cluster rispetto ad altri si spiega con la differente capacità di governare, senza inibire i processi di mercato, questa nuova fase del processo di clusterizzazione, vieppiù complesso e dinamico.

Ciò significa pensare ad interventi sempre più su scala urbano-metropolitana, ad una politica dei cluster con forti elementi di innovazione tanto negli strumenti quanto nei contenuti delle misure previste, così come nei soggetti ai quali spetta il compito di governare i processi di formazione e sviluppo dei cluster.

Assume crescente rilevanza l’aspetto del management urbano in chiave non più solo urbanistica ma soprattutto relazionale.

I cluster urbani all’interno della città rappresentano il principale terreno e veicolo di innovazione.

La città costituisce infatti una piattaforma tecnologica e culturale dove possono coesistere e svilupparsi differenti cluster, che a loro volta sono uno strumento funzionale allo sviluppo della creatività e dell’innovazione. La competitività dei cluster urbani è legata alla competitività della città, luogo dell’innovazione e luogo dove avviare la sperimentazione di nuove politiche attive di sviluppo socioeconomico e territoriale.

Da recenti analisi emerge poi come l’effetto positivo sullo sviluppo territoriale derivi non tanto dalla mera presenza di attività organizzate in forma di cluster, quanto piuttosto dalla presenza di cluster competitivi di una certa rilevanza, sia in termini di dimensione sia in termini di ruolo economico con riferimento al contesto settoriale e geografico di insediamento.

I processi di agglomerazione delle attività economiche in ambito urbano devono pertanto essere innervati da rilevanti processi relazionali, di network tra agenti interni ed esterni (afferenti ad altri cluster).

È evidente come tutti gli elementi previsti per la ricerca di una dimensione globale dei cluster, rappresentino altrettante traiettorie di lavoro e di ricerca per il futuro.

Nell’insieme viene fuori uno scenario in cui si è passati da una strategia di tipo cluster diffusion ad una strategia di tipo cluster selection basata sulla qualità dei cluster presenti e futuri.

Il processo in atto a livello europeo è quello di un ripensamento in chiave qualitativa degli strumenti volti a favorire nuove forme di agglomerazione, avviando contestualmente una fase di valutazione degli effetti sullo sviluppo generati dai cluster stessi.

Fondamentale risulta, pertanto, essere il ruolo della policy, cioè quello di sostenere un ambiente favorevole allo sviluppo e alla crescita di cluster di eccellenza, così come quello di promuovere legami con i principali cluster internazionali.

Fondi europei: una tendenza da invertire

iteu-flags-2.jpgPer un’analisi corretta occorre soffermarsi sull’importanza degli investimenti pubblici, in un momento critico per l’Europa e per l’Italia, dove la disoccupazione è troppo alta – all’11%, mentre tra i giovani è quasi al 40%. Il ruolo del settore pubblico è più che mai importante in un momento in cui il settore privato è affetto da crisi del credito e un tasso record di imprese stanno chiudendo. L’investimento pubblico è particolarmente importante non solo per sostenere la domanda, ma soprattutto per aumentare la produttività, creare posti di lavoro, fornire credito, finanziare le reti principali, migliorare il livello di istruzione e  ridurre i tassi di abbandono dopo la scuola media inferiore. In poche parole, per portare le economie dell’Unione ad uscire finalmente dalla crisi. In questo senso, l’utilizzo dei Fondi europei costituisce la principale risorsa pubblica a sostegno di tali investimenti, con oltre il 50%  dell’ investimento complessivo in alcuni Paesi, mentre l’Italia continua ad essere uno dei peggiori dell’UE in quanto alla capacità di usarli. Infatti, con pochissime eccezioni, molti programmi italiani, e non solo nel Meridione, hanno mostrato i più bassi livelli di attuazione e i più alti livelli di irregolarità negli stati europei. E per un paese fondatore questo non è accettabile, poiché mette in dubbio la credibilità non solo dell’Italia ma dell’intera politica regionale. Nonostante le misure importanti adottate nei mesi scorsi ci sono tuttora circa 30 miliardi di euro che devono essere spesi entro l’attuale programmazione, ovvero entro i prossimi due anni scarsi, e non sarà una corsa facile. Su come si sia giunti a questa situazione, possono individuarsene le cause nelle variabili seguenti: approccio assai frammentato; controllo debole e mancanza di orientamento da parte dell’amministrazione centrale; scarse capacità amministrative e tecniche in alcune strutture di gestione; turnover troppo elevato del personale a causa dello spoil system; oltre che una situazione macro-economica eccezionale, che non ha reso certo il lavoro più facile.
Ecco, perciò, di seguito, alcune proposte finalizzate ad invertire una tendenza così palesemente negativa.
Concentrare gli investimenti su poche, chiare priorità, la distribuzione parcellizzata delle risorse per rendere tutti felici non è più un’opzione.
Migliorare l’efficacia e le prestazioni delle politiche, fissando obiettivi chiari e credibili e definendo indicatori per misurare i progressi verso tali obiettivi. Ciò contribuirà a valutare i progressi di ciascun programma e a definire le basi per un vero dibattito politico sugli aspetti di sostanza, più che sulle procedure.
Mettere in atto le adeguate condizioni quadro, le cosidette condizionalità ex ante, che devono essere soddisfatte prima di spendere i fondi in settori specifici, per consentire di effettuare gli investimenti nel modo più efficace ed efficiente.
Riformare la governance di politica regionale, che è questione chiave per il prossimo periodo di programmazione e per le trattative tra l’Italia e la Commissione sulle nuove strategie e i nuovi programmi, lavorando per centrare 3 obiettivi:
1) Migliorare le strutture responsabili della gestione e revisione dei progetti, iniziando con la definizione di una strategia per il miglioramento delle autorità competenti, che dovrebbe essere approvata a livello politico e amministrativo, per proseguire con l’identificazione dell’ufficio competente per gli interventi che deve essere chiaramente individuato e dotato dei poteri necessari, al fine di evitare situazioni in cui i programmi rimangano bloccati per mesi perché non c’è il personale addetto.
2) Migliorare il monitoraggio e la trasparenza del lavoro svolto, affinché i beneficiari dei fondi siano chiaramente identificabili, garantendo il controllo pubblico e contribuendo a migliorare l’adozione di progetti co-finanziati e la loro capacità di rispondere alle esigenze locali, con lo scopo di aumentare la fiducia della gente nell’efficacia delle politiche regionali.
3) Migliorare i tempi entro cui vengono prese le decisioni e attuati i progetti. Occorre fissare standard di qualità, il cui mancato rispetto possa anche tradursi in sanzioni, riducendo gli oneri amministrativi per le imprese e la burocrazia in genere e garantendo, al contempo, l’efficienza del sistema giudiziario in modo che le imprese possano operare in un contesto giuridico certo e che, soprattutto, siano pagate in tempo.

Good communication: un futuro (forse) possibile…

good coomunicationE’ lecito chiedersi: ma la buona comunicazione è apprezzata solo da chi ce l’ha?

Ci sono degli esempi straordinari di quali universi infiniti possa riservarci la buona comunicazione.

La maggioranza della nostra vita la passiamo con le persone che incontriamo sui posti di lavoro, sui mezzi pubblici, al bar ed in altre occasioni più o meno accidentali; e in questi luoghi sembra che per la buona comunicazione non ci sia spazio.

Alcune persone usano e riconoscono la buona comunicazione: queste persone parlano con rispetto, gentilezza, garbo; sorridono, danno fiducia all’altro e ne riconoscono i meriti. Sono attratte dalla buona comunicazione degli altri e si mettono in discussione per comunicare sempre meglio.

Ma di buona comunicazione non dovrebbero interessarsi coloro che sanno già comunicare, bensì proprio coloro che vivono una vita insoddisfacente e frustrante a causa della loro errata capacità comunicativa!

Invece paradossalmente queste persone rifiutano sistematicamente concetti come fiducia, empatia, distensione, collaborazione, condivisione. Quando provi a dire loro che basterebbe essere più gentili per vivere meglio, ti guardano in cagnesco: come ti sei permesso di suggerire loro di rinunciare al sacrosanto diritto di sbraitare?

Credo che questo fenomeno sia particolarmente forte in alcune zone d’Italia, dove il bisogno di guardare l’altro con sospetto, di essere guardinghi, di trovare il colpevole, di intavolare una caccia alle streghe ogni giorno pare essere il migliore passatempo della maggioranza delle persone. Questo fa sì che nasca la gara a chi è più arrabbiato, e sembra che nessuno si renda conto che comunicare con rabbia e aggressività è proprio la causa scatenante della stessa rabbia e aggressività.

È evidente, lo sanno tutti e lo scrivono tutti i più grandi esperti, che dare fiducia all’altro comporta un miglioramento non solo delle nostre emozioni ma anche dei nostri risultati personali e professionali, nonché del livello di benessere complessivo. Lo vediamo nella società, nei sistemi di produzione del reddito.

Ma in questo Paese, in cui le persone sembrano essere alla ricerca del colpevole che possa fungere da capro espiatorio per i mali di tutti, lo spazio per una vita basata sulla fiducia e la prosperità pare essere ancora lontano.

Lontano si, ma non irraggiungibile.

Crescita e Sviluppo: partner su cui puntare.

idee meravigliose...Necessità e proposte

L’esigenza di dare maggiore respiro alle iniziative di carattere locale, pervenendo a una maggiore integrazione tra azioni sul fronte delle risorse umane, intervenendo a favore delle imprese e dei territori, induce a sottolineare, innanzitutto,  l’importanza di un inserimento organico dei piani di sviluppo locale all’interno delle strategie di programmazione multilivello finanziate, a vario titolo, sia con le risorse ordinarie nazionali, sia con quelle per lo sviluppo derivanti dal bilancio nazionale e da quello comunitario. L’integrazione tra programmi comunitari, nazionali e regionali, da un lato, e programmi locali, dall’altro, deve avere come obiettivo la promozione di progetti che siano in grado:
  • di mobilitare risorse sufficienti per dare risposte adeguate alla progettualità e  all’intraprendenza dei sistemi locali;
  • di porsi in linea con i reali bisogni del territorio, tali da assicurare una effettiva valorizzazione delle specifiche filiere produttive territoriali, oltre che congruenti sotto il profilo dell’efficacia e dell’efficienza;
  • di assicurare una positiva interazione tra capitale umano (scolarizzazione, knowledge, skills, attitudine all’innovazione, ecc.), investimenti produttivi, capitale sociale, beni relazionali, reti materiali e immateriali, assetti di governance, favorendo l’instaurarsi di relazioni cooperative tra istituzioni, imprese, soggetti attivi sul mercato del lavoro e partner sociali;
  • di valorizzare la centralità dei beneficiari finali (persone/imprese) affinché sia pienamente garantita la loro funzione di attori delle politiche che individuano gli obiettivi e partecipano alla costruzione dei progetti.
Perché ciò possa realizzarsi, vanno verificate subito le possibilità e le condizioni per utilizzare meglio le ‘infrastrutture di governance’ esistenti. Una delle condizioni per l’avvio di nuovi percorsi di sviluppo è, infatti, la possibilità di dare voce a un partenariato locale, responsabile, capace sia di definire gli obiettivi, intercettando i reali bisogni del territorio, sia di partecipare alla messa a punto delle strategie e delle misure di intervento, aiutando l’amministrazione a dare vita a una efficace strumentazione. Occorre partire dalle esperienze di programmazione negoziata avviate ed in corso, valorizzandone i punti di forza e superandone le criticità.
Andrebbe assicurata, inoltre, l’offerta, e soprattutto la qualità, dei servizi che la pubblica amministrazione è in grado di fornire al territorio. E’ assolutamente necessario rendere più celere e più semplice il rapporto tra utenza (cittadini e imprese) e istituzioni. Perché un nuovo dinamismo locale possa manifestarsi occorre che, specie nelle aree meno sviluppate del Paese, sia data l’opportunità ai cittadini e alle imprese di usufruire di ulteriori servizi rispetto a quelli essenziali, utilizzando i più moderni sistemi di comunicazione on line o da remoto.
E’ indubbio, infine, che maggiore centralità deve essere data al tema delle risorse umane. Non è possibile immaginare l’avvio di nuovi processi di sviluppo locale disgiunti dalle dinamiche del capitale umano e dell’occupazione. E’ dunque necessario un perfezionamento delle logiche di promozione dello sviluppo fino a qui attuate, in funzione di un migliore raccordo tra azioni sul fronte delle dinamiche d’impresa, interventi di natura infrastrutturale e politiche attive del lavoro.
Nello specifico, si tratta di pervenire a una migliore qualificazione e a una maggiore finalizzazione di tutti gli interventi che, a livello locale, vengono destinati alle persone in funzione, sia di una loro maggiore occupabilità e adattabilità, sia in rapporto alle esigenze di crescita competitivo-innovativa espresse dalle imprese e dal territorio.
Le politiche di sviluppo devono avere quindi come referente primario le comunità delle persone, degli attori e  le reti del territorio, unite da una comune identità, in modo tale che siano capaci di mobilitare le risorse e le energie di cui dispongono per concorrere alla realizzazione dei programmi di sviluppo.
Azioni e governance
L’approccio di sviluppo locale a cui fare riferimento – così come la strumentazione a cui dare vita – dovranno essere in grado di assicurare:
  • la costruzione di un’identità collettiva basata sulla condivisione degli obiettivi e sullo sviluppo della  sussidiarietà tra livelli istituzionali;
  • l’affermarsi di pratiche di cooperazione e di associazionismo interistituzionale che consentano all’intervento pubblico di organizzare  la propria operatività su una struttura multilivello basata su ambiti ottimali di programmazione e di gestione;
  • l’affermarsi di una partnership socio-economica competente, in grado di partecipare alla definizione della strategia ed alla governance del territorio, di garantire ai progetti il contributo informativo e di esperienze che proviene dai soggetti più vitali presenti sul territorio stesso, nonché di trainare il sistema (banche, autonomie funzionali, imprese di riferimento territoriale, sistemi formativi), garantendo l’effettiva mobilitazione delle diffuse rappresentanze di interessi;
  • la previsione di un raccordo esplicito tra politiche dell’occupazione e azioni di sviluppo locale, he consenta la compartecipazione di tutte le parti alla realizzazione degli obiettivi attraverso l’avvio di specifici strumenti incentivanti nonché di interventi mirati adintervenire sulle dinamiche locali del mercato del lavoro, sia dal lato della domanda che dell’offerta;
  • una maggiore capacità di interconnessione tra la dimensione locale dello sviluppo e le reti lunghe sulle quali ha luogo lo scambio di capitali, saperi e tecnologie, così da dare vita a quell’upgrading delle produzioni necessario per una reale valorizzazione delle risorse locali.
Perché le iniziative di sviluppo locale siano in grado di intercettare le specifiche esigenze territoriali, è necessario evitare la sproporzionata generalizzazione di improbabili e ambiziose iniziative verificatasi in questi anni.
Condizione necessaria, ancorché non sufficiente, perché ciò possa davvero accadere è che i territori riescano a dar vita a strategie programmatiche ed a progettazioni coerenti con gli obiettivi,  sotto il profilo dei contenuti, della qualità tecnico-operativa e delle soluzioni.
Un maggiore grado di selettività potrà garantire che queste iniziative assicurino un reale miglioramento della qualità delle politiche pubbliche locali.
In funzione di ciò, va considerata l’opportunità di operare una maggiore distinzione tra quelle che vanno classificate come iniziative di cooperazione e di partenariato locale e i veri, nuovi, progetti territoriali.
Non vi è alcun dubbio che oltre alla partnership socio-economica locale, la cooperazione tra Enti Locali e l’aggregazione interistituzionale debbano costituire una priorità. E’ soprattutto in relazione a ciò che, laddove si possa e ne valga la pena, può essere utile prendere a riferimento le coalizioni locali già sperimentate.
E’ però importante evitare di confondere gli interventi di questa natura con le azioni in cui l’integrazione, oltre a legarsi alla cooperazione tra i partner, deriva da una reale interconnessione tecnico-organizzativo delle azioni promosse.
Infine, per quel che riguarda le questioni attuative connesse con la governance del territorio, priorità va assegnata agli interventi di qualificazione delle strutture organizzative e dei modelli gestionali dei soggetti pubblici coinvolti su scala locale, nonché ad azioni di qualificazione professionale del personale pubblico coinvolto nella gestione di tali processi.
Importante è in ogni caso la valorizzazione delle competenze acquisite dagli attori locali (pubblici, privati e delle parti sociali) sia nel promuovere, progettare e realizzare interventi, sia per quel che riguarda la conoscenza approfondita delle caratteristiche, dei bisogni, delle potenzialità dei territori.

Capitali d’Europa: il ‘capitale’ umano.

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Investire sulle persone è uno degli obiettivi comuni ai paesi membri dell’Unione Europea.

Creare più e migliori posti di lavoro, dall’elevato contenuto in termini di conoscenze e che siano più soddisfacenti per coloro che li svolgono è importante di per sé. Ma porta anche vantaggi alla società. Innanzi tutto più persone lavorano, meno persone vengono lasciate indietro dallo sviluppo economico. In secondo luogo, maggiore è il contenuto di conoscenze del posto di lavoro, maggiore il valore del lavoro di ciascuna persona — ossia quello che gli economisti chiamano «produttività». Avere più persone che lavorano, occupando posti di elevato valore aggiunto è la chiave per restare competitivi e per generare ricavi sufficienti a mantenere il sistema previdenziale e le pensioni a cui siamo abituati oggi. Ovviamente non ha senso creare migliori posti di lavoro se non vi è nessuno con la giusta istruzione e le capacità adatte per occuparli. I paesi dell’UE lavorano insieme per assicurare che le loro politiche di occupazione e istruzione impediscano che ciò avvenga. Hanno approvato obiettivi specifici per l’occupazione e l’istruzione. Un esempio è costituito dall’obiettivo di offrire nell’arco di quattro mesi, a ogni giovane che diventa disoccupato, un lavoro, un tirocinio, un corso di formazione o altre misure. Un altro obiettivo è quello di ridurre il tasso medio UE di coloro che abbandonano anzitempo la scuola a non più del 10 %. Gli obiettivi comuni sono sufficientemente flessibili da consentire a ciascun paese di adattarli alle situazioni nazionali. Tuttavia, sapere che la Commissione europea e gli altri paesi esamineranno i loro progressi aiuta a tenerli sulla giusta via. Questo coordinamento facilita ai paesi l’accesso alle migliori prassi degli altri. Si tratta di qualcosa di particolarmente importante soprattutto quando si cercano i modi migliori di integrare giovani, donne, lavoratori più anziani, persone con disabilità, migranti legali e minoranze nel mercato del lavoro.

L’apprendimento continuo è di cruciale importanza.

Le capacità necessarie per lavorare in un’economia basata sulla conoscenza non sono statiche. Le opportunità per l’apprendimento continuo sono essenziali. Dalle scuole fino all’istruzione degli adulti, il programma UE per l’apprendimento continuo sostiene questo principio promuovendo scambi transfrontalieri, capacità linguistiche e condivisione di buone prassi. I paesi UE mirano anche a ottenere requisiti più simili quando si tratta di una precisa qualifica necessaria per una certa laurea o professione. Questo consente a studenti di ogni età di combinare più semplicemente periodi di studio in diversi paesi e vedere riconosciute le proprie qualifiche in qualunque luogo finiscano per lavorare. L’acquisizione di nuove capacità potrebbe non essere sufficiente per restare nella stessa società per una vita intera. L’andamento del cambiamento tecnologico e della globalizzazione fa in modo che continuino sempre a emergere imprese che sfruttano nuovi sviluppi mentre al contempo altre non riescono a seguirne il ritmo ed escono dall’attività imprenditoriale. Una impresa che ha bisogno di un sostegno temporaneo mentre riprende terreno potrebbe ottenere assistenza dal suo governo o dall’UE. Se un’impresa fallisce, le persone che rimangono senza un lavoro hanno spesso i requisiti per ottenere una riqualificazione professionale finanziata dall’UE. Tale riqualificazione può essere finanziata dal Fondo sociale europeo o dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione creato specificamente per assistere quelli che perdono il posto di lavoro conseguentemente alla globalizzazione.

La chiave è la flessibilità.

In una economia basata sulla conoscenza, e in un mondo globalizzato, potrebbe essere necessario essere flessibili in merito alla possibilità di cambiare lavoro durante la propria carriera. La risposta a questo è una politica di flessicurezza. La flessicurezza implica un modello di Stato previdenziale con un mercato del lavoro proattivo. Il modello prevede una combinazione di impieghi flessibili e norme flessibili (flessibilità per i datori di lavoro) ed elevati benefici per i disoccupati (sicurezza per i lavoratori). Questo non significa incoraggiare l’insicurezza sul lavoro — per esempio persone impiegate in posti a breve termine o temporanei. Riguarda piuttosto la creazione di un contesto occupazionale più ampio dove la mobilità lavorativa, soprattutto quella rivolta verso l’alto, verso lavori meglio pagati e che offrono migliori condizioni, forma parte di un normale percorso di una carriera. Per quanto capace, poi,  sia l’UE di creare posti di lavoro e crescita, ci saranno sempre alcune persone che avranno bisogno di una rete di sicurezza, non solo attraverso istruzione e riqualificazione professionale, ma anche attraverso politiche destinate a ridurre la povertà e l’esclusione sociale e sostenute dai vantaggi sociali. Questo punto ricade soprattutto sotto la responsabilità dei governi nazionali, ma anche in questo caso i paesi UE condividono obiettivi e migliori prassi e possono utilizzare il Fondo sociale europeo come fonte di assistenza.

Angelo Schillaci…just a little satisfaction…

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La società civile, scopriamo insieme il tesoro della Sicilia

2013, i cento siciliani emergenti Ecco le new entry: da Schillaci a Gandolfo

11 gennaio 2013 – 16:15 – Politica
applausi

Non stiamo costruendo l’albo d’oro dei siciliani migliori, abbiamo semplicemente raccolto segnalazioni e suggerimenti, che propongono una Sicilia sconosciuta, eppure importante, della quale si parla e si scrive poco o niente. Una Sicilia di persone diligenti ed entusiaste del loro lavoro, impegnate nella professione, nell’impresa, nella cultura, nelle scienze, nell’arte. Un pezzo importante della società civile, dunque. La società civile evocata e esplorata ogni giorno da partiti e movimenti.

Siamo alla vigilia della composizione delle liste elettorali e, come sapete, si vota con una legge che lascia ai segretari dei partiti il potere di nomina dei deputati e dei senatori: gli emergenti sono un pezzo importante della società civile. Dovrebbe essere “saccheggiata” dai big della politica. Ma non è così, fatte alcune sparute eccezioni.

Dovremmo dubitare delle segnalazioni e dei suggerimenti di coloro che ci aiutano a “censire” i siciliani emergenti, oppure della volontà dei segretari dei partiti? Lasciamo ai lettori la risposta.

La nobiltà delle scelte potrebbe supplire a norme indecenti del Porcellum che scippa agli elettori il diritto di scegliere. La maggior parte degli schieramenti politici dettano criteri severi e fanno voto di castità: nessun compromesso sulle fedine penali pulite, nessun conflitto d’interesse, una vita specchiata, a costo di rimetterci molti consensi. Ma la è che – primarie o meno – si pesca sempre nello stesso laghetto, fatta qualche eccezione.

Gli “emergenti” sono la cartina di tornasole, concreta ed indiscutibile, della distanza che rimane fra la società civile e la società politica. Una ragione in più per farne una bandiera della Sicilia di cui essere orgogliosi. Da sventolare sempre, con il cuore gonfio di speranza. Sono loro, gli emergenti, il futuro. E giorno verrà che…

Intanto continuano ad arrivare suggerimenti dai lettori e dal mondo delle professioni per la lista dei cento siciliani emergenti o già emersi e poco noti al grande pubblico. Altri nomi vanno ad aggiungersi a quelli già segnalati. La lista completa è in fondo alla pagina.

ECCO LE NEW ENTRY

Angelo Schillaci, esperto di marketing territoriale e comunicazione istituzionale. L’abbiamo apprezzato a Milano e Bruxelles durante le presentazioni di una delle sue pubblicazioni sul tema.

Antonella De Miro. Vice Prefetto Vicario della Prefettura di Palermo e quindi Prefetto a Benevento e poi a Reggio Emilia, ha ricevuto nel 2012 il Premio Caponnetto, premiata pochi giorni fa  dalla Ministra degli Interni.

Giovanni Gandolfo, nato a Enna nel 1978 Musicista, Flautista e Ottavinista. Suona nell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, nell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma.

Pasquale Hamel (Siculiana, 1949) è uno scrittore e saggista italiano.  Tra i suoi lavori anche “Breve storia della società siciliana”.

Vincenzo Fazio chirurgo di Palermo, 58 anni, eccellente chirurgo, grande operosità e bontà d’animo. La politica la fa ogni giorno fra i suoi malati.

Virman Cusenza, 48 anni, palermitano, da fine 2012 è direttore del Messaggero, dopo aver diretto per tre anni e mezzo il Mattino.

Paolo Giangreco, imprenditore di Assoro (En) che porta il nome della Sicilia in Europa con paste di mandorla dalla ricetta antica e autoctona

Giuseppe Guarrera, ventenne pianista siciliano in tour europeo tra gli artisti emergenti più premiati.

Giovanni Caramazza, presidente reggente Coni Regionale, unico candidato alle prossime elezioni del Comitato Olimpico Nazione Italiana del 23 gennaio.

Gero Carletto, nato ad Agrigento, ma vive e lavora a Washington alla Banca Mondiale, in qualità di “Senior Economist”.

Colapesce (Lorenzo Urciullo), cantante, nato a Solarino (SR), Premio Tenco 2012.

Cinzia Dato, pianista e docente al Conservatorio di Reggio Calabria, è nata a Messina e vive ad Acireale.

Domenico Di Fatta, coraggioso preside della scuola media “Giovanni Falcone” nel quartiere San Filippo Neri a Palermo.

Flora Inzerillo, psicoterapeuta: sta facendo un innovativo ed utile alvoro in geriatria con gruppi di musicoterapia con anziani.

Laboratorio Saccardi, Vincenzo Profeta, Marco Barone, Giuseppe Borgia e Toti Folisi compongono il gruppo artistico capace di esprimersi con “differenti linguaggi (dalla pittura, al video, alla fotografia, alla poesia visiva…) nel segno di un dichiarato intento ludico e dissacratorio”.

Giacomo Mulè, preside della Facoltà di Scienze Umane e sociali di Enna.

Massimiliano Oliveri, presidente del corso di laurea in psicologia di Palermo e referente di neuropsicologia di livello internazionale.

Salvo Piparo, attore palermitano allievo di Mimmo Cuticchio, porta i suoi cunti in giro per l’Italia.

Michele Pivetti, 40 anni. Consigliere di amministrazione del Cerisdi, avvocato penalista già sostituto processuale dell’On. Alfredo Biondi (Ex Ministro Giustizia) nel processo Dell’Utri-bis.

Desirée Rancatore, soprano palermitana, è tra le più acclamate giovani interpreti della lirica italiana.

Giuseppe Rizzo, nato a Santa Elisabetta (AG), è praticante giornalista all’Unità. Dopo il successo de L’invenzione di Palermo (Giulio Perrone Editore), a marzo uscirà il suo nuovo libro.

Tullio Scrimali, psichiatra e psicoterapeuta cognitivista, ennese, ha inventato numerosi protocolli terapeutici esportati in tutto il mondo e tradotti di recente in America.

Liborio Tirrito, 20 anni, di Enna, studente universitario. Sta portando avanti insieme a giovani la cultura della lotta alla mafia, si occupa di politiche giovanili e sociali. Ha incontrato vari ministri come Profumo, Cancellieri e il presidente della Camera Fini per illustrare diversi progetti.

Gabriele Trapani, giovane regista palermitano, autore del video che ha spopolato su internet “Cosa vuoi per Natale?” per palermo2013.it.

Toni Trupia, sceneggiatore e regista, 33 anni, assistente alla regia di “Romanzo Criminale” di Michele Placido, sceneggiatore del film “Vallanzasca”, regista del film “L’uomo giusto” e cosceneggiatore e regista del film “Itaker”.

Giovanni Tumbiolo, presidente del distretto produttivo della pesca di Mazara del Vallo. Ha fatto la spola con la Libia continuamente per risolvere, con successo, più d’una vicenda di sequestro e, nel contempo, si adopera per allacciare relazioni di cooperazione con il Paese africano, reduce dalla guerra civile.

Giusi Ustica, psicoterapeuta che ha contribuito ad introdurre la clincia della terapia di gruppo in Sicilia.

http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/30698/2013-i-cento-siciliani-emergenti-lavoro-impresa-professioni

I CENTO EMERGENTI E LA SOCIETA’ CIVILE

Tutto sembra girare attorno alla politica ed ai suoi protagonisti. In Sicilia come altrove. Conosciamo chi sale e chi scende in politica, non conosciamo coloro che rappresentano il presente ed il futuro dell’Isola. Ci sono siciliani, uomini e donne, che meriterebbero di stare in prima pagina ogni giorno e non fanno notizia. Per i loro successi, la loro creatività, l’ingegno, l’arte, le abilità, l’intrapresa, i valori che professano, la generosità che regalano, le volontà che manifestano: beautifull mind, esploratori di percorsi nuovi, difensori della legalità. Uomini e donne che rappresentano la linfa vitale della Sicilia. E’ questa che viene chiamata “la società civile”.

I partiti, i movimenti, i leader politici dicono di volersi affidare alla società civile. Tutti quanti, senza eccezione alcuna. Ma è una intenzione che sembra infrangersi, talvolta, nell’impatto con la realtà. I siciliani e le siciliane emergenti che si segnalano per professionalità, ingegno, creatività, lavoro, impresa, restano fuori. Eppure sono la ricchezza dell’Isola, un patrimonio incommensurabile per la politica e le istituzioni. Un modello per i giovani. Un volano per l’economia e lo sviluppo.

Far sapere chi sono e che cosa fanno gli uomini e le donne “emergenti” (e gli emersi poco noti al grande pubblico) è un vantaggio: la società civile, espressione finora astratta, poco più che un auspicio, può finalmente “materializzarsi” e diventare una risorsa. La nostra iniziativa – il censimento dei cento emergenti – muove da questo bisogno e da questa volontà.  Ma serve l’aiuto dei lettori, cui chiediamo di segnalarci uomini e donne di forte ingegno e tenacia.

Ci siamo rivolti, per iniziare, ad alcuni personaggi del mondo delle professioni, della cultura, del lavoro e dell’impresa. Disponiamo, dunque, di un primo ventaglio di nomi, che vi proponiamo qui di seguito. Le prime segnalazioni, in numero notevole, inducono all’ottimismo: il tesoro sconosciuto è davanti ai nostri occhi. Non c’è stato bisogno di raschiare il barile.

ECCO LA LISTA COMPLETA

Giuseppe Andaloro, 30 anni, nato nel 1982 a Palermo. Pianista sulla cresta dell’onda. E’ stato premiato a Honk Kong.

Tina Arena, stilista messinese nota in tutto il mondo, ha rappresentato lo scorso settembre, insieme alla sua nuova collezione, l’Italia della moda in Romania per l’International Fashion Weekend Designer”.

Giorgio Avola, 23 anni, di Modica: vince l’oro alle Olimpiadi di Londra nella competizione a squadre di fioretto maschile, battendo in finale il Giappone. Le sue sono stoccate di gloria.

Marco Betta, nato a Enna nel 1964. autore di opere, musica sinfonica e da camera, e di lavori per il teatro e il cinema, ha studiato composizione al conservatorio di Palermo sotto la guida di Eliodoro Sollima. Dal 1994 al 2002 è stato direttore artistico del Teatro Massimo impegnandosi attivamente nel progetto della sua riapertura che avvenne dopo 23 anni il 12 maggio 1997 con un concerto dell’Orchestra e del Coro del Teatro diretti da Franco Mannino e dei Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado. Insegna Composizione al Conservatorio di Palermo.

Antonino Bevilacqua, presidente dell’autorità  portuale di Palermo, ha orientato la sua attività professionale alla ricerca del bello e del miglioramento della qualità della vita in un’ottica di innovazione, di sperimentazione e di pianificazione della trasformazione tesa anche alla valorizzazione dei talenti locali e delle vocazioni territoriali.

Pippo Borrello dei fratelli Borrello di Sinagra, non solo produttore d’eccellenza di suino nero dei Nebrodi, ma anche ristoratore.

Luigi Busà, nato ad Avola nel 1987. Campione mondiale di karate nella specialità del kumite (combattimenti).

Giusy Buscemi, nata a Menfi, è stata eletta Miss Italia 2012.

Roberto Boscaglia, classe 1968, allenatore di calcio. L’anno scorso ha portato il Trapani a un passo dalla serie B. Gelese e come tale non considerato a Gela, di lui si sentirà sicuramente parlare in futuro altrettanto bene come se ne parla oggi.

Francesco Cafiso, nato a Vittoria nel 1989, nonostante la giovane età è il sassofonista siciliano più famoso nel mondo. Ha suonato diverse volte in USA esibendosi al Lincoln Center nella “Alice Tully Hall” e nella “Avery Fisher Hall” oltre che al Birdland, all’Iridium, al Dizzy’s Club Coca Cola, al BB King, jazz club di New York. Il 19 gennaio del 2009, su segnalazione di Wynton Marsalis, ha suonato a Washington DC durante i festeggiamenti in onore del Presidente Barack Obama e del Martin Luther King Junior day.

Virman Cusenza, 48 anni, palermitano, da fine 2012 è direttore del Messaggero, dopo aver diretto per tre anni e mezzo il Mattino. Ha fatto i primi passi da giornalista al Giornale di Sicilia e a I Siciliani. Nell’87, a 23 anni, va a Milano al Giornale di Indro Montanelli, trasferendosi poi alla redazione romana. Nel 1998 passa al Messaggero come capo del servizio politico. Dieci anni dopo è chiamato alla vicedirezione del Mattino, testata della quale assume la direzione nell’estate 2009.

Antonio “Tony” Cairoli, nato a Patti nel 1985, campione mondiale di Motocross. Il 9 settembre 2012 vince il suo quarto Mondiale di Motocross consecutivo nel GP di Faenza. Con questa vittoria raggiunge il sesto titolo mondiale in carriera.

Federica Caiozzo, in arte Thony, attrice nata a Palermo. Ha avuto grande successo come protagonista del film di Paolo Virzì “Tutti i santi giorni”.

Domenico Cannizzaro, conduce un programma radiofonico di intrattenimento e informazione su Radio Time: il “DoC Time”. Ogni giorno vengono approfonditi gli avvenimenti più importanti di cronaca, politica, spettacolo e sport, con un occhio di riguardo al territorio e con l’intervento in diretta di autorevoli firme del giornalismo nazionale e regionale.

Giovanni Caramazza, presidente reggente Coni Regionale, unico candidato alle prossime elezioni del Comitato Olimpico Nazione Italiana del 23 gennaio.

Francesco Cardile, giovane professore all’Università di Bologna e avvocato penalista.

Daniela Cardinale batte alle primarie Pd Lillo Speziale con 65  preferenze in più che le consentono di candidarsi alla rielezione.

Gero Carletto, nato ad Agrigento, ma vive e lavora a Washington alla Banca Mondiale, in qualità di “Senior Economist”.

Giuseppe Carollo, chef del ristorante Nangalarruni di Castelbuono.

Alberto Castiglione, nato nel 1977 a Palermo, è uno dei maggiori documentaristi italiani.

Bruno Celano, professore di Filosofia del diritto a Palermo, che si occupa di giusnaturalismo, positivismo giuridico, pluralismo etico, diritti umani, stato di diritto.

Gianina Ciancio, 22 anni, catanese. È la più giovane deputata all’Ars eletta tra le fila del Movimento 5 Stelle.

Emiliano Cipicchia, chef del ristorante Le Macine di Lipari, che ha partecipato anche al Salone del Gusto di Torino.

Colapesce (Lorenzo Urciullo), cantante, nato a Solarino (SR), Premio Tenco 2012

Maria Cubito, nata il 14 dicembre del 1970 in provincia di Catania, ma dal 1976 vive a Palermo. Insegnante, scrittrice e speaker radiofonica. Ha scritto recentemente “Palermo è fimmina con rispetto parlando” e “Santa Palermo”.

Magda Culotta, il 30 dicembre del 2012, con 19 preferenze in più di Davide Faraone è risultata la più votata (ha ottenuto 3029 preferenze) alle primarie del Pd a Palermo e provincia. Ha appena 27 anni e ha fatto fuori Sergio D’Antoni.

Ettore Cutrona, direttore della comunità per tossicodipendenti di Sant’Onofrio a Trabia, nel Palermitano.

Pino Cuttaia, chef bistellato del ristorante la Madia di Licata.

Cinzia Dato, pianista e docente al Conservatorio di Reggio Calabria, è nata a Messina e vive ad Acireale.

Marcello D’Agostino, che è nato e ha studiato a Palermo, ma è andato via dopo la laurea (a Londra, a Oxford), ed è poi diventato professore di Logica e Filosofia della scienza a Ferrara, dove è stato anche preside della Facoltà di Lettere e filosofia. Si occupa di Logica, Ragionamento automatico, Complessità computazionale, Teoria dell’informazione, Fondamenti della Probabilità, Problemi di misurazione in economia e nelle scienze sociali.

Piero D’Agostino, chef del ristorante la Capinera di Taormina.

Salvatore D’Amico, unico produttore in biologico di capperi e malvasia a Salina.

Valentino Dardanoni, professore di Economia pubblica a Palermo. Ha lavorato anche in Gran Bretagna, a York, e in California, a San Diego. Si occupa di mobilità sociale, ineguaglianza, scelte pubbliche, istruzione, sanità.

Antonella De Miro. Una grande donna che lavora per lo Stato: il suo profilo istituzionale è noto (da Agrigento a Messina, poi Vice Prefetto Vicario della Prefettura di Palermo e quindi Prefetto a Benevento e poi a Reggio Emilia), ha ricevuto nel 2012 il Premio Caponnetto e pochi giorni fa ho letto della cerimonia che l’ha vista premiare dalla Ministra degli Interni.

Gaetano D’Espinosa, palermitano, classe 1978, uno dei direttori d´orchestra più promettenti della nuova generazione. Nel 2013 dirigerà Macbeth e Don Carlos alla Scala di Milano.

Domenico Di Fatta, coraggioso preside della scuola media “Giovanni Falcone” nel quartiere San Filippo Neri a Palermo.

Onofrio Di Vincenzo nato ad Agrigento nel 1959. Professore ordinario di calcolo algebrico. Preside della facoltà di scienze matematiche e fisiche dell’università della Basilicata.

Pino Drago, che ristorante Portella Gazzana di Longi (ME) sui Nebrodi.

Fabrizio Falco, attore, 24enne, messinese di nascita ma palermitano di adozione. S’è messo in luce con E’ stato il figlio, l’ultimo film di Daniele Ciprì.

Vincenzo Fazio chirurgo di Palermo, 58 anni, eccellente chirurgo, grande operosità e bontà d’animo. La politica la fa ogni giorno fra i suoi malati.

Carlotta Ferlito, ginnasta catanese: l’11 gennaio 2012 ha partecipato ai Test Event di Londra, ultima prova di qualificazione per le Olimpiadi, dominando.alla trave:  suo il punteggio più alto della competizione.

Olimpia Franco, nata a Taormina, stilista e consulente di moda. Fa spesso spola tra la Sicilia e Milano dove lavora come consulente di moda e per una agenzia di spettacolo organizzando casting e sfilate per rinomati brand. Nel giugno del 2010 ha presentato la sua prima collezione in collaborazione con un altro giovane stilista durante la settimana della moda catanese, il MadeinMedi svoltosi presso le Ciminiere di Catania.

Giovanni Gandolfo, nato a Enna nel 1978 Musicista, Flautista e Ottavinista, ha studiato al Conservatorio di Parigi. Suona nell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, nell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma e nelle più importanti orchestre europee. All’attività orchestrale affianca una brillante carriera da solista.

Alessia Gazzola, nata a Messina nel 1982, è medico chirurgo specialista in medicina legale con la passione per la scrittura. Ha esordito nella narrativa con il romanzo L’allieva, che ha fatto conoscere e amare al pubblico italiano, e a quello dei principali Paesi europei dove è uscito, un nuovo e accattivante personaggio: Alice Allevi. Vive e lavora a Messina.

Paolo Giangreco, imprenditore di Assoro (En) che porta il nome della Sicilia in Europa con paste di mandorla dalla ricetta antica e autoctona.

Andrea Giarrizzo, 20 anni, studente ennese della facoltà di informatica dell’Università di Catania. È attualmente il creatore di app forse più noto al mondo: ha inventato un’applicazione gratuita per scaricare sui cellulari e tablet, che utilizzano la piattaforma Android, i video da “You tube”.

Peppe Giuffrè, chef  siciliano, noto per il suo eclettismo. E’ considerato uno re della cucina siciliana in movimento. L’ultimo capolavoro? Un albero di Natale gastronomico (strati di panettone e ricotta) lungo 8 metri.

Ugo Parodi Giusino, classe 1981, palermitano, è l’amministratore delegato e il socio fondatore di Mosaicoon S.p.A. una delle società più innovative nell’advertising online in Italia.

Natale Giunta, nato a Termini Imerese, nel 1979, è chiamato il “Maestro dei fornelli”. Natale Giunta è diventato famoso al grande pubblico soprattutto grazie a “La Prova del Cuoco”.

Luigi Greca, 70 anni, imprenditore di Gela è l’uomo che con la sua azienda permette a mezzo mondo di usare il telefono. la sua azienda è divenuta leader mondiale nel settore della progettazione e commercializzazione di gruppi elettrogeni e sistemi di energia elettrica.

Giuseppe Guarrera, ventenne pianista siciliano in tour europeo tra gli artisti emergenti più premiati.

Giovanni Gulino, cantante dei Marta sui Tubi, band folk italiana. Nel 2013 salirà, col suo gruppo, sul palco del Festival di Sanremo.

Simona Gullotta, stilista, di Giardini Naxos. In continua ascesa, nelle sue sfilate punta sul connubio tra moda e storia:  è stata etichetta stilista-artista.

Pasquale Hamel (Siculiana, 1949) è uno scrittore e saggista italiano.  Tra i suoi lavori anche “Breve storia della società siciliana”.

Alfonso Maurizio Iacono (Agrigento 1949), preside della facoltà di filosofia dell’Università di Pisa. È uno dei massimi filosofi italiani, si è occupato del rapporto fra filosofia, antropologia e politica. Molto conosciuto in Francia dove ha insegnato alla Sorbona.

Mario Incudine, classe 1981, nato a Enna, considerato dalla critica l’interprete di “un modo nuovo di cantare la Sicilia fra il cantastorie e il cantautore”, è uno dei personaggi più rappresentativi della nuova musica siciliana.

Flora Inzerillo, psicoterapeuta: sta facendo un innovativo ed utile alvoro in geriatria con gruppi di musicoterapia con anziani.

Laboratorio Saccardi, Vincenzo Profeta, Marco Barone, Giuseppe Borgia e Toti Folisi compongono il gruppo artistico capace di esprimersi con “differenti linguaggi (dalla pittura, al video, alla fotografia, alla poesia visiva…) nel segno di un dichiarato intento ludico e dissacratorio”.

Filippo La Mantia, per tutti è lo chef preferito dai vip. Nel 2012 è piombato sotto le luci dei riflettori anche per il mondanissimo matrimonio celebrato a Roma. Ha sposato Stefania Scarampi di Pruney: festa grande con un migliaio di ospiti.

Fabio Leone e Antonella Barbera. Cineasti ennesi trentenni, coppia nella vita e nell’arte, si sono specializzati nella produzioni di “corti” e documentari dal taglio sociale. Nel 2012 hanno vinto il secondo premio al festival concorso internazionale di Firenze “Raccorti sociali – piccoli film per grandi idee”, presenti nomi di rilievo come Francesca Archibugi e Stefano Rulli.

Aldo Liga. Studente palermitano a Parigi, 23 anni, specialista presso la facolta di Sciences Po (Scienze politiche), si avvia verso una carriera internazionale nel campo della sicurezza. Conosce quattro lingue.

Dario Lo Bosco (Raffadali 1960), ordinario di tecnologie e infrastrutture all’Università di Palermo e manager. Presidente dell’Ast, commissario autorità portuale di Messina, presidente del gruppo Rfi, commissario della Camera di commercio di Catania.

Alessandro Lo Piano, 28 anni, giovane imprenditore dell’e-commerce, amministratore delegato di Whip.

Girolamo Lo Verso, ordinario di Psicologia clinica Università di Palermo. Psicoterapeuta. Già delegato nazionale della divis. di psicologia clinica della S.I.Ps. e Presidente COIRAG.

Salvatore Mancuso, originario di S. Agata di Militello, finanziere affermato a livello internazionale. Ha partecipato al salvataggio Alitalia e si era mosso per il Monte Paschi, titolare del Fondo di investimento Equinox.

Aurora Mangano, volontaria palermitana, ha fondato organizzato e promosso strutture per l’assistenza, l’educazione ed il conforto dei bambini e delle loro famiglie.

Teresa Mannino, palermitana doc, cabarettista, conduttrice e autrice. Nel 2012 è candidata all’Oscar della Tv quale “personaggio rivelazione”. Presenza fissa tra i comici di Zelig, nell’aprile del 2012, RAI2 trasmette, in prima serata, il suo spettacolo Terrybilmente Divagante, all’interno del ciclo One Man Show, registrato al Teatro Nuovo di Milano. Attualmente conduce, su La7, il mercoledì sera, in prima serata, Se stasera sono qui.

Marina Marino, urbanista, è stata la consulente e il braccio operativo delle commissioni straordinarie che hanno sostituito sindaco, giunta e consigli comunali nei comuni siciliani sciolti per mafia per decreto del Consiglio dei Ministri.

Dario Piombino Mascali, 35 anni, messinese. È uno dei massimi esperti al mondo di mummiologia. Collabora con le università di tutto il mondo ed è ispettore onorario del Patrimonio Bioantropologico Mummificato della Regione Sicilia. Ha restituito all’Isola la figura di Alfredo Salafia, l’imbalsamatore palermitano che con una formula “segreta” ha imbalsamato la piccola Rosalia Lombardo, la mummia più bella del mondo.

Antonio Matasso, classe 1982, originario dei Nebrodi, vive a 
Palermo dal 2001. Avvocato e dottore di ricerca in diritto romano, è anche
 giornalista.

Vincenzo Militello, professore di Diritto penale a Palermo. Si occupa, tra l’altro, di diritto e procedura penale europei; contrasto alla criminalità organizzata transnazionale; riforma del codice penale. Ha lavorato molto in Germania. È anche console onorario della Repubblica Federale Tedesca.

Giacomo Mulè, preside della Facoltà di Scienze Umane e sociali di Enna.

Pietro Navarra, economista quarantenne. Insegna anche alla London School Economics, candidato a rettore dell’Università di Messina.

Vincenzo Nibali, ciclista classe 1984, chiamato lo Squalo di Messina. Dopo un ottimo 2011, si è consacrato nel 2012, conquistando il podio al Tour de France, la corsa più importante in assoluto.

Andrea Nucita, pilota di rally di Santa Teresa Riva, campione italiano junior (under 23) nel 2012, dopo essere arrivato secondo lo scorso anno.

Massimiliano Oliveri, presidente del corso di laurea in psicologia di Palermo e referente di neuropsicologia di livello internazionale.

Piero Oliveri, proveniente da Salina e titolare del Bar Alfredo, ha aperto a Torino un ristorante “da Alfredo in cucina”, portando la cucina eoliana a Torino.

Augusto Ortoleva, ingegnere catanese dalla mentalità niuorchese, 47 anni, pratica in semplicità sport particolari, specialista nella risistemazione di interni in chiave estetico-funzionale. visione poetica degli spazi, geometrie eleganti ed essenziali che consigliano da sè cosa scegliere di accessori per completare il quadro d’arredamento.

Venerina Padua ha vinto le primarie del Partito Democratico a Ragusa. L’ex consigliere provinciale  ha sbaragliato i rivali con 1164 voti, conquistati in larga parte a Scicli,  sua città di origine, Ragusa e Modica.

Salvatore Percacciolo, giovane direttore d’orchestra già affermato nei palcoscenici mondiali.

Vittoria Piccolo, produttrice di oliva minuta, ha portato al Salone del Gusto di Torino il prezioso cultivar di oliva dei Nebrodi, unico presidio di olio d’Italia.

Carmelo Pipitone, chitarrista dei Marta sui tubi, 34 anni. Dopo il tentativo andato a vuoto (nel 2011), la sua band canterà a Sanremo insieme agli altri 13 big.

Giuseppe Pipitone, giornalista de Il Fatto quotidiano. Si è occupato della trattativa stato-mafia e ha vinto il premio per i giornalisti esordienti ideato da Michele Santoro Santoro. Ha scritto il libro “Il caso De Mauro”.

Michele Pivetti, 40 anni. Consigliere di amministrazione del Cerisdi, avvocato penalista già sostituto processuale dell’On. Alfredo Biondi (Ex Ministro Giustizia) nel processo Dell’Utri-bis.

Costanza Quatriglio, nata a Palermo nel 1973. Regista di Terramatta;, evento speciale ai Venice Days della Mostra di Venezia 2012, in cui si è aggiudicato il “Premio Civitas Vitae”, accolto con successo unanime di pubblico e critica.

Desirée Rancatore, soprano palermitana, è tra le più acclamate giovani interpreti della lirica italiana.

Giuseppe Rizzo, nuovo presidente dell’Acoset, l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato nei comuni della fascia pedemontana della provincia di Catania.

Giuseppe Rizzo, nato a Santa Elisabetta (AG), è praticante giornalista all’Unità. Dopo il successo de L’invenzione di Palermo (Giulio Perrone Editore), a marzo uscirà il suo nuovo libro.

Fausto Russo Alesi, attore e regista teatrale palermitano. Diplomato alla Scuola Civica d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ha vinto numerosi premi teatrali tra cui l’Ubu, nel 2002, il Premio “Annibale Ruccello” 2004, Premio “Olimpico” premio ETI 2004, premio “Vittorio Gassman – miglior giovane talento” 2005, premio “Maschera d’Oro” 2005 assegnato dal pubblico e dalla critica. Nel 2006 per lo spettacolo “Il grigio” vince il premio “Persefone d’oro”, premio speciale delle critica.

Toni Saetta. editore palermitano cinquantenne, sub provetto, grafico di prim’ordine, ha messo in vetrina le edizioni Qanat, collane di saggi, letteratura e arti visive. Fra i suoi direttori di collana il filosofo Armando Plebe che ha pubblicato con lui “Memorie di destra, memorie di sinistra”.

Mirco Scarantino, 17enne di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, ha chiuso 14esimo nella finale olimpica del sollevamento pesi, categoria 56 chili. E’ figlio d’arte (il padreha disputato 3 Olimpiadi) promette: “Londra è solo il punto di partenza.

Angelo Schillaci, esperto di marketing territoriale e comunicazione istituzionale. L’abbiamo apprezzato a Milano e Bruxelles durante le presentazioni di una delle sue pubblicazioni sul tema.

Nelli Scilabra, nata in provincia di Agrigento nel 1984, è diventata a sorpresa assessore alla Formazione del governo Crocetta. Una scommessa, un azzardo o una sfida: la studentessa universitaria ha incuriosito tutti.

Tullio Scrimali, psichiatra e psicoterapeuta cognitivista, ennese, ha inventato numerosi protocolli terapeutici esportati in tutto il mondo e tradotti di recente in America.

Marco Selvaggio, classe 1983, avvocato catanese. Percussionista poliedrico, uno dei pochi al mondo a suonare l’hung drum. Ha studiato musica tradizionale africana e da sempre ha continuato a suonare il djembè adattandolo anche alla musica house sperimentando nuove sonorità in contesti sempre differenti.

Donatella Sollima, nata a Palermo nel 1959. Pianista e docente al Conservatorio di Palermo. Sorella del noto violoncellista Giovanni e figlia del grande compositore e pianista Eliodoro, ha suonato in recitals, con orchestra, in formazioni cameristiche, collaborando con artisti quali: Mario Ancillotti, Claudia  Anderson, Enrico Di Felice, Andrea Griminelli, Albert Markov, Alexander Markov e lo stesso Giovani Sollima.

Antonino Sorci, è nato a Palermo nel 1988. Segue il corso di studi presso l’Ecole des hautes ètudes en sciences sociales di Parigi Lavora al Musèe d’Orsay

Valeria Sterrantino, stilista di Giardini Naxos,  ha sorpreso tutti con la sua collezione ispirata al film Avatar per le sue stravaganze surrealistiche ispirate alle atmosfere fantascientifiche del film di James Cameron.

Franco “Ciccio” Sultano, 42 anni, chef del ristorante Il Duomo a Ragusa Ibla, due Stelle Michelin, è sicuramente più di un nome nella cucina d’ eccellenza. Nel 2012 la sua fama mondiale è lievitata.

Liborio Tirrito, 20 anni, di Enna, studente universitario. Sta portando avanti insieme a giovani la cultura della lotta alla mafia, si occupa di politiche giovanili e sociali. Ha incontrato vari ministri come Profumo, Cancellieri e il presidente della Camera Fini per illustrare diversi progetti.

Gabriele Trapani, giovane regista palermitano, autore del video che ha spopolato su internet “Cosa vuoi per Natale?” per palermo2013.it.

Toni Trupia, sceneggiatore e regista, 33 anni, assistente alla regia di “Romanzo Criminale” di Michele Placido, sceneggiatore del film “Vallanzasca”, regista del film “L’uomo giusto” e cosceneggiatore e regista del film “Itaker”.

Giovanni Tumbiolo, presidente del distretto produttivo della pesca di Mazara del Vallo. Ha fatto la spola con la Libia continuamente per risolvere, con successo, più d’una vicenda di sequestro e, nel contempo, si adopera per allacciare relazioni di cooperazione con il Paese africano, reduce dalla guerra civile.

Franco Turdo, regista e documentarista cefaludese.

Giusi Ustica, psicoterapeuta che ha contribuito ad introdurre la clincia della terapia di gruppo in Sicilia.

http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/30698/2013-i-cento-siciliani-emergenti-lavoro-impresa-professioni